L’IDEA CHE PROPONGO PUNTA A UNA QUESTIONE REALE: LA STAZIONE MARITTIMA DI BRINDISI HA SPAZI ENORMI E SPESSO SOTTOUTILIZZATI RISPETTO AL POTENZIALE CHE AVREBBE PER IL CENTRO CITTADINO.
Collegare idealmente e fisicamente Corso Umberto I, Corso Garibaldi e l’area del porto in un unico percorso commerciale e turistico potrebbe dare più movimento, lavoro e servizi.
Ci sono però alcuni aspetti pratici da considerare:
La stazione marittima non è solo uffici: ospita funzioni portuali, controlli di sicurezza, aree doganali e servizi legati ai traghetti e alle crociere.
Parte degli spazi dipende dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale e dalle normative portuali e di sicurezza.
Ridurre tutto a “6 stanze” sarebbe sufficiente
Detto questo, il concetto di riuso misto è molto interessante. In molte città portuali europee si è fatto qualcosa di simile:
aree commerciali,
* ristorazione,
* coworking,
* spazi culturali,
* eventi,
* passeggiate sul mare,
* collegamenti pedonali continui tra centro e porto.
Per Brindisi potrebbe funzionare soprattutto se si crea una passeggiata elegante e viva fino al porto;
si attirano marchi, artigianato locale e ristorazione;
si usano gli spazi vuoti per eventi tutto l’anno e non solo d’estate;
si integra bene con il flusso dei crocieristi e dei turisti.
Il rischio, invece, è creare un “centro commerciale chiuso” che svuoti ulteriormente i negozi storici del centro. Per questo oggi molte città preferiscono un modello urbano aperto: negozi distribuiti lungo il percorso, piazze vive, aree verdi, mercatini, spazi culturali e vista sul porto.
Un progetto forte potrebbe essere:
piano terra: locali, food hall, servizi turistici;
piani superiori: coworking, uffici moderni, incubatori;
terrazze panoramiche ed eventi;
collegamento pedonale continuo tra stazione, porto e centro storico. Se ben progettato, potrebbe davvero trasformare il waterfront di Brindisi in un motore economico e turistico molto più forte di oggi.
Raffaele Giove