L’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Brindisi denuncia con forza l’ennesima, drammatica emergenza che riguarda il Pronto Soccorso dell’Ospedale “Antonio Perrino”, dove a fronte di un organico previsto di 22 medici più un dirigente medico, oggi sono operativi soltanto 4 professionisti.
Una condizione già di per sé insostenibile, che rischia di trasformarsi in un vero e proprio collasso con la stagione estiva, quando il territorio registra un incremento significativo di accessi dovuti alla presenza di turisti e al fisiologico aumento delle urgenze.
A rendere ancora più allarmante il quadro è il confronto con quanto accaduto solo pochi giorni fa al Pronto Soccorso dell’Ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, dove la stampa regionale ha riportato una situazione analoga: turni scoperti, personale ridotto all’osso, medici costretti a coprire carichi di lavoro insostenibili e pazienti in attesa per ore. Secondo quanto riportato da diversi articoli di cronaca, al Fazzi si è arrivati a turni con appena 5 medici presenti, a fronte di un fabbisogno ben più ampio, con conseguenti ritardi, sovraffollamento e tensioni crescenti.
Se Lecce è in emergenza, Brindisi è oltre l’emergenza. Il Pronto Soccorso del Perrino, infatti, dovrebbe avere 23 medici, come da Piano Triennale del Fabbisogno di Personale per garantire un servizio adeguato, ma allo stato attuale ve ne sono solo 4. Una distanza abissale tra ciò che è previsto e ciò che realmente esiste.
Il Presidente dell’Ordine, dott. Arturo Oliva, sottolinea: “Non è più possibile garantire sicurezza, qualità e continuità assistenziale con numeri così drammaticamente insufficienti. I medici in servizio stanno lavorando oltre ogni limite umano e professionale. Con la stagione estiva questa situazione rischia di esplodere, mettendo a rischio la salute dei cittadini e la tenuta dell’intero sistema emergenziale.”
La carenza di personale comporta sovraccarico di lavoro per i pochi medici presenti, aumento dei tempi di attesa anche per le urgenze, riduzione della sicurezza clinica, stress e rischio burnout per gli operatori.
Una condizione che, come evidenziato anche nel caso di Lecce, non è più episodica ma strutturale.
Alla luce di tutto questo, così come in passato, visto la cronicità della situazione , l’Ordine dei Medici di Brindisi chiede con fermezza:
- Interventi immediati e straordinari per colmare la carenza di personale
- Attivazione urgente delle procedure di reclutamento previste dal Piano Triennale
- Misure di incentivazione per attrarre medici nei Pronto Soccorso pugliesi
- Un piano regionale coordinato che affronti simultaneamente le criticità di Brindisi, Lecce e degli altri presidi in sofferenza
“Non possiamo permettere che il Pronto Soccorso del principale ospedale della provincia, punto di riferimento per oltre 400.000 cittadini e per migliaia di turisti, venga lasciato in queste condizioni. La politica intervenga subito, prima che sia troppo tardi.”