I SOLDI DELL’ENEL LO DECIDANO I CITTADINI COME SPENDERLI. ED ALL’AZIENDA ELETTRICA NIENTE PIÙ SCONTI!!!

Gennaio 2013: la città di Brindisi deve dire la sua sul futuro della centrale Edipower. L’allora sindaco Consales aveva chiarito sin dall’inizio la sua posizione: quella centrale situata a meno di un chilometro dal centro abitato non poteva continuare a bruciare carbone. Per cui riconversione a metano o chiusura. L’azienda chiese un confronto e il primo cittadino decise di farlo pubblico, alla presenza di tutti i capigruppo consiliari. Dopo anni di diatribe la centrale è ferma e non ancora demolita. Ma questa è un’altra storia. Per quanto riguarda la centrale di Cerano dell’Enel, invece, da anni si tenta di firmare una convenzione che preveda un congruo ristoro per la città di Brindisi. Mennitti ci andò vicino, ma poi inspiegabilmente si bloccò tutto. Il Comune avrebbe potuto opporsi al rilascio delle autorizzazioni ambientali, ma non lo fece. Nella successiva consiliatura il coltello non era più nelle mani dell’ente pubblico in quanto le autorizzazioni erano state già concesse. Ciò nonostante, Consales pose le basi per sottoscrivere una intesa con l’Enel (e cominciò a far pagare all’Enel milioni di euro di ICI e Tarsu mai richiesti per anni ed anni). Il ristoro per la città? Non meno di cinque milioni di euro all’anno, a cui andava aggiunto un impegno diretto di Enel nella gestione della pubblica illuminazione. Il tutto, ovviamente, senza intaccare il sostegno economico allo sport brindisino e, in particolare, al basket, grazie al quale Brindisi ha rappresentato l’Italia in Europa. Un sostegno economico, per giunta, che altro non è che una sponsorizzazione da cui l’Enel ha ricavato anche grandi vantaggi in termini di immagine. Di interventi da porre in essere con quel denaro non se ne parlò, in quanto Consales avrebbe spostato la competenza delle scelte sul consiglio comunale. Ecco, oggi, a distanza di un anno e mezzo, la Sindaca Carluccio non deve far altro che ripartire dallo stesso punto. Siano i cittadini, attraverso il consesso democratico del Consiglio, a decidere come impiegare il denaro ottenuto in cambio di un pezzo di salute che se ne va insieme al carbone ormai da decenni. Oggi glielo chiariranno anche i capigruppo consiliari: nessuno pensi – neanche chi indossa la fascia tricolore – di poter decidere all’interno di una stanza come spendere denari della collettività. Sarebbe un errore gravissimo e imperdonabile. E già che ci siamo, qualcuno spieghi all’Enel che definire una intesa convenzionale non significa rinunciare a battersi per velocizzare il processo di decarbonizzazione della centrale e per tutelare le imprese locali (sempre più strozzate da ribassi di gara inaccettabili). Cerchiamo di evitare, insomma, di andare ancora in giro con il cappello in mano, come di fatto è avvenuto per decenni in questa città.

Condividi questo articolo:
Share on facebook
Share on twitter
Share on telegram
Share on whatsapp

what you need to know

in your inbox every morning