Il Laboratorio Urbano di genere. Un percorso di sensibilizzazione su stereotipi e pregiudizi

L’associazione Io Donna centro antiviolenza, in collaborazione con la cooperativa “Legami di Comunità-BR” invita il mondo della scuola, i giovani, la cittadinanza a visitare la mostra del Laboratorio Urbano di Genere venerdì 6 marzo 2026 a partire dalle ore 18.00, a Brindisi, presso la Casa di Quartiere Parco Buscicchio, in via Mantegna 10, al quartiere Sant’Elia.

Esso è una delle attività del Progetto “Libere e coese nella lotta alla violenza di genere”, ideato dall’Associazione Io Donna e sostenuto da Fondazione Con il Sud.

Il Laboratorio Urbano di Genere, a cui hanno partecipato studentesse e studenti dell’IPSSS Morvillo Falcone-Melissa Bassi e del Liceo Ettore Palumbo, e condotto da un’equipe multidisciplinare di operatrici ed operatori sociali e culturali, ha realizzato un percorso di sensibilizzazione su stereotipi e pregiudizi di genere in un’ottica di prevenzione della violenza.

Nella Casa di Quartiere Parco Buscicchio si sono tenuti 10 incontri della durata di 3 ore ciascuno, più un incontro preparatorio dell’evento finale tra novembre 2025 e febbraio 2026. Le operatrici e gli operatori hanno realizzato con i/le giovani partecipanti un percorso finalizzato alla presa di consapevolezza sull’adesione a stereotipi e pregiudizi di genere attraverso attività di confronto, giochi di ruolo, esercizi corporei, teatrali e proposte di arti visive, facilitando in questo modo il coinvolgimento e la partecipazione di ogni ragazza e ragazzo. 

Nei primi quattro Laboratori, la psicologa del centro antiviolenza Io Donna, Giulia Valente e l’educatrice professionale della Cooperativa “Legami di Comunità-BR”, Paola Meo, hanno messo a fuoco i temi degli stereotipi e dei pregiudizi di genere attraverso un lavoro di riconoscimento e delle possibili modalità di sottrarvisi. A partire da esempi di vita quotidiana si è riflettuto su come le relazioni personali e sociali siano influenzate da schemi mentali precostituiti e dalla rigida divisione dei ruoli di genere, che finiscono per limitare la libera espressione delle/dei giovani.

Queste tematiche sono state poi sperimentate nei laboratori successivi attraverso differenti modalità quali il movimento corporeo, l’azione teatrale e le arti visive.

Nei due Laboratori condotti dalla psicomotricista Stefania Guadalupi il corpo ha avuto un ruolo centrale nel facilitare l’espressione di blocchi e vissuti emotivi e l’esplorazione di modalità comunicative e relazionali assertive. 

In continuità, nei due Laboratori condotti dall’attrice Francesca Danese, l’uso di specifiche tecniche teatrali ha posto al centro il corpo e il gioco come terreni di scoperta in cui comprendere il valore dei segnali che il nostro corpo comunica e il necessario ascolto e rispetto che essi meritano, per poi passare a “giocare” con gli stereotipi e il loro ribaltamento grazie alla costruzione collettiva di brevi scene e alla tecnica del tableau vivant realizzato negli ultimi incontri.

Il lavoro è proseguito, concludendosi, con i due Laboratori di arti visive, condotti dal formatore Daniele Guadalupi, nei quali si sono costruiti set fotografici a partire da un famoso dipinto della pittrice seicentesca Artemisia Gentileschi, individuato come inerente al tema della violenza. Inoltre, attraverso la realizzazione di foto le/i partecipanti hanno rappresentato alcuni stereotipi di genere e il loro ribaltamento.

L’Associazione Io Donna ha curato l’organizzazione, il coordinamento dei vari Laboratori e la comunicazione tra le scuole, i docenti referenti e le famiglie delle/dei partecipanti.

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