Gli organi di stampa, così come centinaia di pagine social, sono ormai invasi da giorni di post e articoli sulla nascita di una rappresentanza consiliare, nella città di Brindisi, riconducibile a Futuro Nazionale ed al generale Vannacci. Si discute di possibili conseguenze sul futuro amministrativo della giunta Marchionna che potrebbe dipendere proprio dal ruolo che sarà assegnato alla pattuglia di vannacciani.
Ovviamente si sono scatenate polemiche che hanno visto coinvolte sia la maggioranza che le opposizioni. I Moderati, ad esempio, hanno detto che non vogliono avere niente a che fare con chi è culturalmente e politicamente così lontano da loro. Ed hanno chiesto una posizione chiara al Sindaco Marchionna anche le opposizioni di centro sinistra.
La realtà è che, pur rispettando le posizioni di chiunque (e quindi anche di chi si è schierato con il generale) ci sono delle cose da cui non si può prescindere. Certo, i tre consiglieri del gruppo di Futuro Nazionale (la consigliera Ciaccia ha fatto già ritorno in Forza Italia) sono stati eletti a suo tempo nella maggioranza di centro destra e ne hanno condiviso il programma, ma adesso hanno sposato una causa che risulta incompatibile con valori e visione di governo delle altre forze politiche della coalizione.
Il gen. Vannacci, del resto, non usa mezzi termini e dice con chiarezza quali sono i valori alla base della sua discesa in politica. Sulla vicenda immigrati, ad esempio, parla di “remigrazione” che significa volere una deportazione di massa per “liberare” il nostro paese. Ritiene, inoltre, che gli omosessuali non siano “normali” e che il femminicidio sia un reato da eliminare. Su questo e su altro, comunque, è perfettamente inutile gridare allo scandalo perché ci sono tanti cittadini che la pensano in modo identico e non ci sarebbe da meravigliarsi se alla fine il suo partito riuscisse a raggiungere percentuali vicine alla doppia cifra.
Il problema pertanto, non è quello di ridimensionare questo fenomeno, quanto quello di valutare se i rispettivi elettorati di chi oggi governa il paese siano compatibili con una eventuale alleanza con Vannacci che non fa mistero della sua collocazione in una “destra destra”. E invece è ben noto che l’elettorato di Forza Italia è moderato, forse in parte addirittura molto vicino a quello della vecchia Democrazia Cristiana, mentre la Lega negli anni novanta rivendicava con Bossi tradizioni familiari antifasciste. Certo, resta Giorgia Meloni che però più volte ha preso le distanze dal fascismo e che oggi commetterebbe un errore gravissimo se provasse a seguire la scia di Vannacci per non perdere elettorato. Rapportato alle vicende locali, pertanto, è chiaro che la maggioranza dovrà prendere le distanze da Futuro Nazionale (che nel frattempo si costituirà in gruppo consiliare): ha i numeri per farlo (e per continuare ad agire con l’attuale Giunta) e se un giorno dovessero venire a mancare anche quelli ne dovrebbe prendere atto, restituendo il pallino agli elettori.
Insomma, Brindisi ha ben altri drammi da affrontare rispetto ad eventuali nuovi assetti politico-amministrativi, a cominciare da immediate rivendicazioni nei confronti di Governo, Regione, ma soprattutto di grandi players che vorrebbero alzarsi da tavola senza aver pagato il conto.
M.C.