In ricordo di Giuseppe Meo – Marinazzo (Legambiente): Brindisi e la risorsa-mare

Non potendo partecipare al salone nautico, perché in viaggio in Portogallo, alcuni giorni fa comunicai a Giuseppe Meo che avrei mandato a lui e alla stampa un documento.

Dopo la sua tragica morte, il documento in questione assume, ovviamente, un significato diverso, ma ritengo opportuno affidare agli organi di informazione questa nota che contiene considerazioni su cui più di una volta mi sono soffermato con Giuseppe Meo.

Il porto e l’economia del mare rappresentano la vocazione naturale e il motore di sviluppo imprescindibile per il futuro economico, sociale e culturale di Brindisi.

La nautica nella nostra città affonda le sue radici in un passato illustre: già in epoca romana Brindisi ospitava due cantieri navali e la storia documenta ampiamente la centralità strategica del nostro porto nelle rotte del Mediterraneo.

Oggi, lasciandosi alle spalle gli errori del passato e i rischi fortunatamente scongiurati — come l’assurdo progetto del deposito costiero di GNL su cui si è perso fin troppo tempo —, il futuro di Brindisi deve fondarsi con decisione su pilastri chiari e sostenibili.

In questo quadro, la transizione ecologica del porto è una priorità non più rinviabile:

* Elettrificazione delle banchine (cold ironing) ed energie rinnovabili

All’inizio dell’estate è stato purtroppo vandalizzato l’impianto fotovoltaico realizzato dall’Autorità di Sistema Portuale lungo la diga di Punta Riso. Quell’impianto può e deve rappresentare l’avvio dell’elettrificazione delle banchine che da anni Legambiente propone all’interno del report sui porti green in Europa. Si tratta di un intervento indispensabile per abbattere l’inquinamento prodotto dai motori costantemente accesi delle navi all’ormeggio e di un tassello essenziale per riqualificare i servizi portuali, al contrario di nuove mega-opere ad alto impatto ambientale.

* Logistica portuale e intermodalità

L’elettrificazione deve connettersi strettamente al rilancio logistico e allo scalo intermodale. È prioritario completare i lavori per collegare direttamente il porto con la rete ferroviaria nazionale, abilitando il trasferimento rapido delle merci da nave a ferrovia. La limitrofa area di Costa Morena Est è ideale per realizzare un polo logistico d’avanguardia: basti guardare l’esempio di Molfetta dove, in condizioni persino meno favorevoli, la società Lisa Logistic sta portando avanti un progetto capace di creare 750 posti di lavoro.

* Transizione energetica, reindustrializzazione e occupazione

Con la chiusura degli impianti Versalis (Eni) e della centrale termoelettrica Enel e la conseguente riconversione verso le rinnovabili, l’Accordo di Programma per l’Area di Crisi Complessa di Brindisi offre prospettive cruciali, a patto che si dia effettivo seguito alle manifestazioni di interesse presentate.

Nel nostro porto possono e devono coesistere e integrarsi due grandi progettualità: da un lato, l’implementazione della produzione di imbarcazioni da diporto ad alta tecnologia (stimata in circa 300 posti di lavoro); dall’altro, la localizzazione nell’area di Capobianco della filiera a supporto dell’eolico offshore che, come sottolineato anche dal ministro Urso, potrebbe generare fino a 1.300 occupati, se il Governo sosterrà concretamente il settore.

* Riorganizzazione dei servizi, delle stazioni marittime e nautica da diporto

Brindisi ha bisogno di nuove stazioni marittime, moderne, accoglienti ed efficienti e di una presenza più incisiva delle compagnie di navigazione — mantenendo saldo il ruolo pubblico di regia e controllo — per potenziare il traffico commerciale, turistico e crocieristico. Al contempo occorre un ripensamento funzionale dei servizi tecnico-nautici (rimorchio e assistenza all’ormeggio) e un potenziamento di spazi e strutture dedicati al porticciolo turistico, alla Lega Navale e all’intera nautica da diporto.

* Identità, storia e cultura del mare

La tutela delle radici marinaresche merita un sostegno esplicito. Penso all’intensa opera di sensibilizzazione, ricerca e raccolta documentale portata avanti con passione da Franco Romanelli e da altri animatori culturali, materiali preziosi che meritano di trovare una collocazione stabile e degna in una vera e propria “Casa delle Tradizioni Marinare”.

* Formazione integrata e polo accademico delle Scienze del Mare

La formazione rappresenta l’architrave di questo disegno. Lo storico Istituto Nautico, gli Istituti Tecnici e le Scuole Professionali devono fare sistema e collegarsi stabilmente al mondo produttivo, anche attraverso percorsi di alta specializzazione come gli ITS.

Sul fronte universitario, Il Sindaco di Brindisi Giuseppe Marchionna, ha annunciato un’intesa con il Politecnico di Bari e Unisalento per coordinare corsi universitari riguardanti la transizione industriale ed energetica.

Riprendendo l’ipotesi già discussa da Legambiente con il precedente Rettore dell’Università del Salento, Pollice, sarebbe possibile insediare a Brindisi un polo accademico dedicato alle Scienze del Mare: partendo da Biologia Marina come avamposto e verificando l’attivazione di indirizzi in Ingegneria, Architettura e Geologia applicate al mare. L’ex Collegio Tommaseo, per valore storico e caratteristiche architettoniche, rappresenterebbe la sede naturale e ideale per un simile campus.

Nel corso delle ultime edizioni, lo SNIM ha confermato una crescita costante e autorevole, affermandosi non solo come vetrina d’eccellenza per la nautica e la Blue Economy, ma anche come luogo primario di dialogo, incontro e costruzione di intese economiche, commerciali e culturali nel Mediterraneo. È proprio per questo che Legambiente considera lo SNIM il punto di riferimento naturale e la piattaforma strategica da cui far partire una proposta forte, unitaria e credibile per la candidatura della nostra città alla scelta, che verrà compiuta il prossimo anno, per la designazione di Capitale del Mare.

Affinché questa visione trovi compimento, è indispensabile una decisa convergenza politico-istituzionale a ogni livello, capace di accompagnare il percorso con investimenti mirati, infrastrutture moderne e una visione d’insieme.

È questo il percorso oggetto discussione con Giuseppe Meo e mi auguro che lo si possa portare avanti in suo nome e nel suo ricordo.

Doretto Marinazzo (Dirigente Nazionale Legambiente e Presidente del Circolo Tonino di Giulio).

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