La Cgil denuncia: troppa violenza contro il personale sanitario!

La CGIL Funzione Pubblica di Brindisi lancia l’allarme per il clima sempre più pesante che si registra all’interno dei presidi ospedalieri dell’ASL Brindisi e, in modo particolare, presso l’Ospedale Perrino, dove si moltiplicano episodi di aggressività verbale, urla, minacce, pretese intollerabili e pressioni continue ai danni del personale sanitario. In molti reparti e servizi si assiste ormai, a tutte le ore del giorno e della notte, alla presenza incontrollata di parenti e accompagnatori che trasformano luoghi di cura in spazi di tensione permanente, con gravi ripercussioni sulle condizioni di lavoro degli operatori e sulla serenità necessaria per garantire assistenza sicura ai pazienti.

La CGIL FP Brindisi denuncia con forza che l’ASL Brindisi, nonostante il crescente deterioramento della situazione, non ha finora messo in campo un piano serio, organico e visibile per prevenire e reprimere le aggressioni al personale sanitario. Non risultano misure strutturate e realmente efficaci di filtro agli accessi, di controllo dei flussi dei visitatori, di sorveglianza attiva, di protezione degli operatori più esposti e di immediato intervento nei casi di minacce, intimidazioni o comportamenti molesti. È inaccettabile che lavoratrici e lavoratori della sanità siano lasciati soli proprio mentre svolgono funzioni delicate, spesso in contesti ad alta pressione assistenziale.

Occorre dire con chiarezza alla cittadinanza che aggredire, minacciare o insultare un operatore sanitario non è una semplice intemperanza, ma una condotta che può avere conseguenze penali e patrimoniali molto pesanti. Il personale sanitario non è un bersaglio libero: le lesioni commesse ai suoi danni sono perseguite d’ufficio e possono comportare la reclusione da 2 a 5 anni, che sale da 4 a 10 anni se le lesioni sono gravi e da 8 a 16 anni se sono gravissime. In presenza di violenza, minacce o danneggiamenti nelle strutture sanitarie, la legge prevede anche l’arresto in flagranza e, nei casi previsti, l’arresto in flagranza differita. Le condotte solo offensive, moleste o ingiuriose possono inoltre comportare una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 5.000 euro.

Per questa ragione la CGIL chiede che l’ASL Brindisi intervenga con assoluta urgenza, predisponendo percorsi filtro agli ingressi dei presidi, regolando in modo rigoroso l’accesso di parenti e accompagnatori, rafforzando i controlli nelle aree più esposte, attivando protocolli operativi con le forze dell’ordine e adottando tutte le misure organizzative e di sicurezza necessarie a proteggere il personale sanitario. Le strutture sanitarie sono tenute a prevedere nei propri piani per la sicurezza misure e protocolli idonei a garantire un intervento tempestivo contro la violenza, e proprio su questo terreno oggi si misura la responsabilità dell’Azienda sanitaria.

La CGIL FP Brindisi diffida l’ASL a uscire dall’inerzia e ad assumersi finalmente la responsabilità di difendere chi ogni giorno garantisce cure, assistenza e soccorso alla collettività. Non è più accettabile che medici, infermieri, OSS, tecnici e operatori siano costretti a lavorare in un clima di intimidazione costante, senza adeguati strumenti di prevenzione, senza protezioni effettive e senza una chiara strategia di contrasto. La sicurezza del personale sanitario non può essere affidata al caso, né demandata alla pazienza dei singoli lavoratori.

La CGIL continuerà a denunciare ogni episodio e a chiedere interventi immediati, perché chi entra in ospedale deve trovare cura, rispetto e ordine, non caos, prepotenza e paura.

Il Segretario Generale FP CGIL Brindisi
Luciano Quarta

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