I finanzieri della Compagnia di Francavilla Fontana hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo di beni (4 immobili ed un’autovettura), emesso dal Giudice delle Indagini Preliminari del locale Tribunale, nei confronti di un soggetto ritenuto responsabile di aver sottratto somme di denaro per un ammontare complessivo di oltre 200 mila euro nella disponibilità di una persona anziana, affetta da una grave disabilità e sottoposta a misura di amministrazione di sostegno, residente nella Città degli Imperiali.
All’esito di articolate indagini, nel corso delle quali sono stati passati al setaccio anche i conti correnti dell’anziana sui quali operava l’amministratore di sostegno, è emerso che quest’ultimo, nel corso degli anni, aveva sottratto somme di denaro e le aveva utilizzate per sua finalità personali, quindi, per scopi del tutto estranei agli interessi della persona sottoposta a tutela. Inoltre, l’amministratore è risultato essere debitore (per non avere pagato le rette mensili) nei confronti di due RSA della Provincia di Brindisi dove, per un periodo di tempo, l’anziana disabile era stata ricoverata.
E’ stato anche accertato che per dieci anni non è mai stato presentato al Giudice Tutelare il “Rendiconto annuale”, ovvero quel documento periodico che serve per tenere aggiornata la situazione patrimoniale della persona sottoposta a “tutela” con entrate (es. pensione) e uscite (es. spese mediche, utenze, ecc..).
L’amministratore di sostegno è stato denunciato alla locale Autorità Giudiziaria per peculato, tuttavia le sue responsabilità saranno accertate solo all’esito del giudizio con sentenza penale irrevocabile. Nei confronti dello stesso vige, infatti, la presunzione di innocenza che l’articolo 27 della Costituzione garantisce ai cittadini fino a sentenza definitiva.
Negli ultimi anni i finanzieri del Comando Provinciale di Brindisi hanno già deferito alla Procura della Repubblica altri cinque amministratori di sostegno per analoghi reati.
L’operazione della Guardia di Finanza testimonia l’attenzione del Corpo nella prevenzione e repressione di fenomeni illeciti a tutela delle fasce sociali più deboli, anche al fine di accertare la correttezza e l’integrità nell’adempimento degli obblighi degli amministratori di sostegno e salvaguardare quanti si trovino, a causa di precarie condizioni di salute, ad aver necessità di tali figure.