L’ASL AFFIANCHERA’ IL FOCOLARE. MA LA PROPRIETA’ PRECISA: NON ABBIAMO RESPONSABILITA’!

Ecco la nota inviataci dai legali  della società “Il Focolare srl”:

La società Il Focolare S.r.l. nostro tramite intende fornire alcune precisazioni
al fine di contribuire a dare ogni possibile chiarimento in merito al verificarsi
degli eventi.
* * * * *
Ebbene, la RSSA in ottemperanza alle disposizioni regionali, sin dalla comparsa
a fine marzo del primo “caso sospetto” tra gli ospiti della struttura, ha preso
contatto con il Dipartimento di Prevenzione della salute e con l’Azienda
sanitaria locale di riferimento. Ciò, al fine di informare gli Enti competenti in
merito all’evoluzione del caso “sospetto” all’interno della struttura – in attesa di
esito del tampone rinofaringeo – e alle misure di prevenzione adottate.
• In particolare, sin dal giorno 01.04.2020 (ancor prima, cioè, della
conoscenza del primo caso positivo), il Direttore Sanitario della RSA
“Il Focolare” ha espressamente richiesto al Dipartimento di Prevenzione
della ASL che tutto il personale sanitario e amministrativo della struttura
fosse sottoposto a tampone rino-faringeo; ciò in attuazione anche delle
disposizioni impartite con la nota prot. n. 7865 del 25.03.2020 del
Ministero della Salute che prevede che “tutto il personale sanitario
esposto sia sottoposto ad indagini (tampone rinofaringeo)”.
• Solo nel pomeriggio del 02.04.2020 è giunta comunicazione informale
della positività al COVID-19 di una ospite che era stata ricoverata in
Ospedale nei giorni precedenti
• Immediatamente, in data 03.04.2020, unitamente al Medico
Competente, sono stati ricostruiti i contatti stretti avuti dall’ospite
positiva per risalire alla catena dei possibili contagi, dandone ovviamente
subito evidenza al Dipartimento di Prevenzione e all’Azienda Sanitaria
Locale.
In sostanza, la RSSA – sin dalla comparsa dei primi sintomi sospetti in alcuni
ospiti – ha adottato le modalità eccezionali di gestione dei residenti e degli
operatori previste per i casi positivi al COVID-19.
Il personale della RSSA che era entrato in contatto con il caso confermato
COVID-19 è stato, da subito, posto in quarantena domiciliare – in attesa della
sottoposizione e dell’esito del tempone rinofaringeo – e sostituito con nuovo
personale, al fine di garantire l’assistenza e la cura necessaria agli ospiti.
• A seguire, sin dai primissimi giorni di aprile, ricevuta la notizia della
prima positività di un ospite al COVID-19, la società ha chiesto al
Dipartimento di Prevenzione di estendere l’indagine (tampone
rinofaringeo) a tutti gli ospiti e a tutto il personale dipendente. Tanto,
poiché la conoscenza dell’avvenuto contagio o meno anche del personale
avrebbe garantito, da un lato, di evitare di trattenere in isolamento
domiciliare operatori necessari in questo particolare periodo e dall’altro di
evitare il rientro in struttura di portatori di virus asintomatici. Inoltre, la
RSSA ha chiesto formalmente, in più occasioni, al Dipartimento di
prevenzione e all’Azienda sanitaria locale specifiche indicazioni operative
sulla gestione dei casi sospetti presenti in struttura, chiedendo la
collaborazione di medici specialisti, quali infettivologi e pneumologi,
nonché specifiche indicazioni operative circa il trasferimento di eventuali
pazienti positivi c/o strutture ospedaliere.
• A partire dal 06.04.2020 e nei giorni seguenti, il Dipartimento di
Prevenzione ha effettuato i primi tamponi sugli anziani residenti.
• Solo in data 11.04.2020, in attuazione alle nuove disposizioni regionali,
la ASL ha sottoposto tutti gli ospiti delle RSA ed il relativo personale a
tampone rino-faringeo e, purtroppo, è emerso il numero considerevole
dei positivi, divisi fra sintomatici, paucisintomatici e asintomatici.
• A questo punto, acclarata la grave situazione presente in struttura, la
RSSA si è autonomamente attivata, chiedendo essa stessa
l’intervento diretto di ASL e REGIONE:
– per ricevere indicazioni rispetto al trattamento sanitario e terapeutico al
quale sottoporre gli ospiti: la RSSA, infatti, non può sostituirsi agli organi
preposti, che hanno in carico esclusivo la cura e la gestione della salute
pubblica (ASL e Regione). Ciò tanto più anche in ragione del fatto che,
per disposizioni regionali, è venuto meno il supporto dei medici di
medicina generale che hanno in carico i loro assistiti e che da oltre un
mese non hanno accesso nella struttura per la visita diretta dei loro
assistiti;
– per ricevere i farmaci necessari per la cura del COVID-19;
– per – la messa a disposizione di personale medico ed infermieristico, al
fine di far fronte ad un maggiore carico assistenziale determinato
dall’alto numero di pazienti contagiati dal virus.
Finalmente, in accoglimento della richiesta avanzata, giova ribadirlo, per prima
proprio dalla stessa RSSA, la Regione, in data odierna, ha determinato
che la ASL Brindisi, in persona del Dott. Angelo Greco, assuma il ruolo
di responsabile Sanitario della RSSA ed il Dott. Pietro Gatti quello di
referente degli aspetti clinici.
In questo modo potrà essere affrontata anche all’interno della stessa RSSA la
cura dei soggetti positivi al COVID-19, che non richiedono lo spostamento in
Ospedale.
La ASL, di fatto, affiancherà la RSSA nella gestione del delicato
momento in corso, consentendo al Focolare di continuare a garantire i
servizi di ordinaria gestione, quale struttura socio sanitaria, sotto il
temporaneo controllo e coordinamento della Azienda sanitaria.
* * * * *
Tanto premesso, è doveroso rimarcare che, durante tutto il recente periodo, la
RSSA ha prestato la massima assistenza agli ospiti, a mezzo del personale
qualificato necessario e provvedendo, via via, alla sostituzione delle unità
risultate positive e quindi poste in quarantena domiciliare.
Allo stato attuale sono più di 40 le unità lavorative impegnate al Focolare.
E’ assolutamente priva di fondamento, pertanto, la circostanza secondo cui gli
ospiti della struttura possano aver avvertito dei disagi provocati dalla carenza
di personale che – come già chiarito – non si è mai verificata, proprio grazie al
grande impegno della struttura e delle risorse messe a disposizione dalla
proprietà per fronteggiare un momento così difficile.
È fondamentale precisare, altresì, che il virus è riuscito ad insinuarsi nella
RSSA nonostante la stessa abbia agito, sempre, con la rigorosa applicazione di
tutte le misure prudenziali al fine di evitare la diffusione di un’epidemia da
Covid 19 all’interno della propria struttura e tutelare i propri ospiti e
dipendenti.
In particolare, e a titolo meramente esemplificativo, la RSSA:
• ha, da subito, provveduto a posizionare per prudenza in auto
quarantena volontaria il personale che aveva avuto contatti con
soggetti e/o territori individuati dal primo D.P.C.M di febbraio;
• a partire dal 27.02.2020 – epoca precedente alla emanazione
delle direttive governative e regionali – ha chiuso l’accesso al
pubblico e le visite sono state immediatamente e precauzionalmente
sospese;
• ha fornito a tutti i dipendenti – sia sanitari che amministrativi – i
dispositivi di protezione individuale normativamente previsti: tute,
visiere, mascherine FFP2-3, copricalzari, eccetera.. Tanto ha fatto
sia a tutela del personale in servizio che a tutela della salute degli
ospiti;
• ha organizzato, dallo scorso 27.02.2020, la rotazione del proprio
personale, secondo gruppi di lavoro, che – avvicendandosi –
potevano e possono garantire il corretto svolgimento del servizio
anche in caso di emergenza e/o eventuali quarantene obbligatorie;
• nello stesso periodo, e ben prima delle misure disposte dalla
Regione Puglia la RSA ha adottato la divisione degli ospiti per piani e
piccoli gruppi, per cercare (preventivamente) di limitare la diffusione
della epidemia, contagiosa;
• sin dalla data del 02.03.2020, il personale di struttura è stato
integrato di ben 17 nuove unità tra infermieri e OSS, al fine di far
fronte all’emergenza, evitare il contagio e garantire l’assistenza ai
nostri ospiti. Anche, il personale di cucina è rimasto sempre in
servizio, garantendo il meglio per gli ospiti, il cui menu giornaliero
non ha subito alcuna variazione;
• lo stesso Coordinatore Sanitario della struttura – che di norma è
impegnato per 3 ore di consulenza giornaliera – sin dai primi giorni
di marzo è rimasto in servizio e operativo per non meno di 12 ore al
giorno rendendosi disponibile a fornire informazioni di natura
sanitaria ai parenti che lo richiedevano. La società si è prodigata per
informare i familiari dei residenti in merito alle loro condizioni e
aggiornarli in merito alla evoluzione della situazione. Tanto, per
garantire la maggior comunicazione possibile tra la struttura e le
famiglie degli ospiti, nonostante le grandi difficoltà che
caratterizzano l’attuale emergenza sanitaria.
• sempre a tutela degli ospiti – proprio in conseguenza delle
disposizioni adottate dalla Regione Puglia con le quali è stato
ordinato ai medici di medicina generale (che hanno in carico
l’assistenza sanitaria dei singoli ospiti presenti in struttura) di non
effettuare visite dirette – la RSA ha messo in piedi un sistema di
consultazione quotidiana con gli stessi, al fine di instaurare la
migliore forma di collaborazione, nell’interesse della salute degli
ospiti.
Questa, in estrema sintesi, è la cronologia dei fatti, dalla lettura dei quali
riteniamo di poter serenamente sostenere che Il Focolare ha agito nel rispetto
delle disposizioni di legge impartite e al massimo delle proprie possibilità nella
vorticosa evoluzione della emergenza.
Brindisi, 15.04.2020.
Avv. Amilcare Tana Avv. Michele Bonsegna

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