Legambiente – Brindisi, dopo il carbone servono decisioni subito: no “riserva fredda”, sì riconversione e lavoro

Brindisi, dopo il carbone servono decisioni subito: no “riserva fredda”, sì riconversione e lavoro.

Legambiente: “Per Brindisi va attivata la Legge speciale che rimette in moto il processo di riconversione e l’indotto, salvando ambiente e posti di lavoro”

Il 13 gennaio in Prefettura a Brindisi si è affrontato il futuro della Centrale Enel Brindisi Sud e dell’emergenza occupazionale legata alla fine del carbone.

Il phase-out è previsto da tempo nel Piano nazionale integrato energia e clima e disciplinato dall’Autorizzazione Integrata Ambientale specifica, mentre Enel ha anticipato la chiusura ad ottobre 2024. Eppure, in questi mesi non sono stati concretizzati accordo di programma, progetti e manifestazioni di interesse, né garantite adeguate tutele per l’indotto, nonostante percorsi di riqualificazione già avviati.

Enel ha già avviato i corsi di formazione, come quello per i 120 installatori di pannelli fotovoltaici, così come sono stati avviati i percorsi per giungere allo smantellamento di attrezzature e impianti e all’affidamento dei lavori in area retroportuale e portuale.

Enel ha intenzione di cominciare a realizzare dal mese di marzo 2026 il proprio progetto BESS nell’area occupata a Cerano, con la prospettiva di rendere operativo nel 2027 un mega impianto di accumulo energetico, offrendo da subito 250 posti di lavoro. La condizione indispensabile, però, è l’abbattimento di edifici ausiliari che ricadono nell’area occupata dalla Centrale e dalle opere connesse, che oggi, incredibilmente, il governo vorrebbe tenere bloccato.

Eni ha annunciato da tempo l’intenzione di costruire una mega Factory per la produzione di batterie da accumulo con 700 posti di lavoro garantiti, chiudendo la storia di Eni Versalis.

«L’informativa del 29 dicembre 2025 – dichiarano Daniela Salzedo, presidente di Legambiente Puglia, e Doretto Marinazzo, presidente di Legambiente Brindisi – resa dal Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Pichetto Fratin al Consiglio dei Ministri sul futuro del polo energetico di Brindisi, suscita profonde perplessità. Da un lato, il Ministro non può che confermare gli impegni formalmente assunti – a partire dal PNIEC – relativi alla chiusura dell’esercizio a carbone della centrale entro il 31 dicembre 2025, dall’altro, però, viene ipotizzato un non meglio specificato ricorso a una “riserva fredda”, giustificata con riferimenti a una presunta emergenza internazionale che, allo stato attuale, appare poco plausibile e industrialmente ingiustificabile. Annunciata senza atti, senza basi tecniche ed economiche, e rischia solo di congelare investimenti e occupazione, l’ipotesi di “riserva fredda” è irricevibile».

«Alle prime 13 manifestazioni di interesse e progetti, che a Legambiente come ad altri rappresentanti istituzionali e sociali, furono comunicati ormai quasi due anni fa, non si è dato seguito, nonostante gli impegni economici ed imprenditoriali in esse contenuti – continuano Salzedo e Marinazzo – Inoltre manca ancora la comunicazione ufficiale del giudizio di Invitalia sulle complessive 61 manifestazioni di interesse. Infine la disponibilità di 350 ettari indicata dal Consorzio ASI è un’opportunità, da verificare su proprietà, caratterizzazioni e bonifiche. Per questo chiediamo al Governo una Legge speciale per Brindisi, con finanziamenti straordinari, procedure accelerate e una governance forte: trattare questa crisi come eccezione nazionale, non come ordinaria amministrazione».

«Brindisi può creare non centinaia ma “migliaia di posti di lavoro” ad alto valore aggiunto, diventando un riferimento nazionale della transizione. Per farlo, servono scelte nette: chiusura reale della produzione di energia da combustibili fossili, sblocco di analisi di rischio, bonifiche, reindustrializzazione, rinnovabili e cantierabilità delle aree. Non riserve fredde», concludono i due presidenti.

Nel confronto con Enel e le imprese dell’indotto, queste ultime hanno accettato di assumere i 50 dipendenti dell’azienda SIR, ovviamente durante il periodo di messa in sicurezza della Centrale “Brindisi Sud”, che è ben altra cosa rispetto alla fantomatica “riserva fredda” annunciata dal Governo, Soltanto con una Legge speciale il Governo può garantire gli investimenti pubblici e privati in tempi brevi che consentano l’esecuzione dei progetti presentati, per quel nuovo modello di sviluppo di Brindisi fondato su una notevole occupazione nel rispetto della salute e dell’ambiente.

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