Parlo da libero cittadino, nel pieno esercizio del mio
diritto–dovere di esprimere un pensiero critico su una
politica che, nei fatti, sembra aver smarrito la strada del
tanto annunciato cambiamento e della reindustrializzazione.
La domanda che mi pongo è semplice: è la politica in sé il
problema, oppure lo sono alcuni diffusi e radicati modi di
intenderla, applicarla e comunicarla? Forse il vero nodo sta
proprio qui: nelle parole svuotate di significato, nelle
promesse non accompagnate da contenuti concreti.
Brindisi chiede lavoro. La crisi in atto è destabilizzante e
colpisce famiglie già provate da anni di difficoltà. Eppure,
gli strumenti per affrontare e determinare un cambiamento
reale esistono. Occorre volontà politica, visione strategica e
capacità di agire subito.
I giovani non si sostengono con dichiarazioni di principio,
ma con prospettive concrete e progetti da realizzare. Senza
una strategia chiara e coerente per il territorio, anche la
narrazione del cambiamento perde forza e credibilità. I
continui mutamenti di indirizzo politico, soprattutto in una
fase delicata di trasformazione industriale, rischiano di
indebolire ulteriormente la fiducia dei cittadini.
I cittadini possono davvero condividere questa politica? È
accettabile assistere a continui cambiamenti di rotta senza
una visione stabile e riconoscibile? E, soprattutto, quale
credibilità esprime oggi il nostro territorio nei confronti del
livello nazionale?
Sono interrogativi che non possono restare senza risposta.
Per questo, nei prossimi giorni ufficializzeremo la
costituzione di un comitato a tutela dei cittadini “orfani” di
una politica del non fare: un’iniziativa volta a restituire
centralità alle persone, concretezza alle azioni e dignità al
dibattito pubblico.
Antonio Licchello