Mare di memoria – Una mostra che lega la scuola al patrimonio dell’archeologia subacquea del museo Ribezzo

Mare di Memoria. E’ stata inaugurata ieri la mostra realizzata negli spazi del Museo Ribezzo nell’ambito di un progetto fortemente voluto dalla Direttrice del Polo Biblio-Museale di Brindisi, l’Architetto Emilia Mannozzi, non soltanto per la prosecuzione dello storico rapporto di collaborazione con il Polo Liceale “Marzolla Leo Simone Durano”, ma soprattutto per la sua valenza intrinseca, perfettamente incardinata nell’ambito dei servizi educativi museali, oltre che per l’apertura e l’attenzione costante verso tutte le giovani generazioni in genere.

Focus principale della Mostra è stato il rapporto continuo e dialettico con i reperti del Museo, in un confronto tra antico e moderno mediato dalla lettura artistica dei ragazzi e in cui molte opere sono state ispirate proprio dal patrimonio archeologico, unico e inestimabile, custodito al Ribezzo.

Il Museo ha finora ospitato nei suoi spazi opere e concerti di artisti noti e riconosciuti, che vivono o hanno vissuto d’arte.

Offrire l’occasione, agli studenti del Liceo Artistico Simone di esporre le proprie opere e agli studenti del Liceo Musicale Leo di eseguire le proprie performance, vuole significare speranza, con l’auspicio del sostegno delle Istituzioni, di future opportunità per tutti coloro che sceglieranno un percorso di vita nella via dell’arte.

A conferma della forte valenza educativa e della sinergia istituzionale anche la dirigente scolastica, prof.ssa Carmen Taurino, ha sottolineato il valore della collaborazione consolidata negli anni tra il Museo e il Polo liceale, evidenziando come il Museo Ribezzo rappresenti uno “scrigno di cultura e arte” e come la scuola svolga un ruolo fondamentale nella formazione delle nuove generazioni attraverso i linguaggi artistici e musicali. La dirigente ha inoltre ringraziato i docenti coinvolti nel progetto e gli studenti, veri protagonisti dell’iniziativa, le cui opere e performance testimoniano talento, impegno e partecipazione attiva alla vita culturale del territorio.

 Anche le autorità istituzionali presenti hanno espresso apprezzamento per il valore culturale e formativo dell’iniziativa. All’inaugurazione erano presenti il Sindaco di Brindisi, Giuseppe Marchionna, il Capitano di Corvetta Geremia Musarò in rappresentanza del Contrammiraglio della Terza Divisione Navale di Brindisi, il Capitano di Fregata Jacopo Orsoni in rappresentanza dell’Ammiraglio della Brigata Marina San Marco e la Viceprefetto aggiunto dott.ssa Chiara Protopapa in rappresentanza del Prefetto.

La cerimonia, moderata dalla dott.ssa Antonella Antonazzo del Polo BiblioMuseale di Brindisi, è stata aperta dalle performance musicali degli studenti del Liceo Musicale Durano, accompagnati e seguiti dai docenti prof.ssa Emma Chirilli, prof. Luca Colantonio, prof. Toni Tarantino e prof.ssa Rita Guarino. Gli studenti hanno guidato il pubblico in un’atmosfera evocativa dedicata al viaggio, al mare e all’incontro tra popoli: Maristella Ricagni (3M) ha eseguito il Valzer op. 64 n. 2 di Frédéric Chopin, Nicolas Lezzi (3M) Brel-Bach di Franck Angelis, Raffaele Stano (2M) la Sicilienne di Gabriel Fauré, Andrea Fonseca (4M) la Sonata di Gaetano Donizetti e Sara Penta (4M) Arabesque di Claude Debussy. Particolarmente significativa anche la declamazione della cosiddetta “Epigrafe del Viaggiatore”, uno dei reperti più iconici del Museo, interpretata da Dalila Antonucci (3B), che ha introdotto il pubblico al cuore simbolico e concettuale della mostra.

Dopo le riflessioni emerse durante la cerimonia, i professori Barbara Arrigo e Giuseppe Ciracì hanno illustrato il progetto complessivo della mostra, soffermandosi sul valore della formazione artistica come strumento di crescita culturale, creativa e umana. È stato evidenziato come la scuola, attraverso questa esperienza, diventi un vero laboratorio di conoscenza e interpretazione del patrimonio museale, in cui gli studenti non si limitano a “rappresentare”, ma anche a rielaborare criticamente i reperti e i temi del museo e dell’archeologia subacquea, trasformandoli in una nuova narrazione del patrimonio culturale attraverso l’uso linguaggi contemporanei capaci di generare nuove letture del passato.

La cerimonia si è quindi conclusa nella sala espositiva con il taglio del nastro inaugurale e la presentazione delle tre aree tematiche della mostra — Mare, Memoria e Accoglienza — illustrate direttamente dagli studenti coinvolti nel progetto. Le tre sezioni non sono state presentate come compartimenti distinti, ma come parti di un unico percorso narrativo e curatoriale, costruito dagli studenti a partire dall’ascolto del patrimonio archeologico e dalla sua reinterpretazione contemporanea.

La sezione Mare, presentata da Lara Durante (5A), ha sviluppato il tema dell’acqua come spazio simbolico di transito, trasformazione e identità, restituendo attraverso opere pittoriche, grafiche e scenografiche una visione del Mediterraneo come luogo di attraversamenti e relazioni.

La sezione Memoria, illustrata da Giulia Donateo (4A), ha indagato la stratificazione del tempo e delle culture, mettendo in relazione frammenti, segni e immagini attraverso collage e linguaggi digitali, in una riflessione sul dialogo tra permanenza e trasformazione.

La sezione Accoglienza, presentata da Iris De Vincentis (5A), ha assunto il valore dell’incontro come nucleo concettuale della mostra, attraverso una narrazione per immagini dedicata ai volti e alle storie dell’alterità, intesa come risorsa e non come distanza.

A chiudere il percorso, l’installazione espositiva, presentata ancora da Giulia Donateo, ha illustrato la sintesi curatoriale dell’intero progetto: uno spazio immersivo in cui le tre dimensioni tematiche si intrecciano e si sovrappongono, restituendo al visitatore un’esperienza non solo visiva ma anche percettiva e riflessiva.

La mostra ha rappresentato non solo un evento espositivo, ma anche un’occasione di dialogo tra scuola, istituzioni e patrimonio culturale, offrendo agli studenti la possibilità di confrontarsi con uno spazio museale di grande valore storico e simbolico come il Museo Ribezzo.

Attraverso opere, musica, parole e installazioni, gli studenti hanno restituito una visione contemporanea del Mediterraneo come luogo di memoria, incontro e futuro, dimostrando come arte e cultura possano diventare strumenti autentici di crescita, inclusione e consapevolezza civile. Il progetto ha lasciato nel pubblico un segno di partecipazione intensa e condivisa, confermando ancora una volta il valore educativo della collaborazione tra scuola e istituzioni culturali della città di Brindisi.

Fotografie a cura di Luca Colantonio

Condividi questo articolo:
Share on facebook
Share on twitter
Share on telegram
Share on whatsapp

what you need to know

in your inbox every morning