Nota del presidente de La Lega, Fabio Romito
Apprendo dagli organi di stampa che il medico indagato – con gravi indizi a suo carico – per aver torturato e ammazzato poveri gatti randagi, sarebbe tornato al lavoro presso l’ospedale Perrino, attraverso lo strumento delle “prestazioni aggiuntive”.
Fermo restando il principio di non colpevolezza. penso sia inaccettabile che con delle accuse così infamanti a proprio carico (si parla di veri e propri atti di sadismo e crudeltà, con gattini cui è stato spaccato il cranio con un martello, incollati gli occhi con della colla, e altre torture indicibili) il medico possa essere rientrato in servizio.
Chiesi già a suo tempo, quando la notizia divenne di dominio pubblico, di audire i vertici della sanità regionale, oggi ho firmato un sollecito di tale audizione perché questa vicenda così agghiacciante deve essere affrontata con la necessaria durezza e intransigenza.
Chi usa violenza a poveri animali indifesi non può lavorare per il servizio sanitario, men che meno in Puglia.