La mostra fotografica “@Uno_Nessuno_Centomila” di Patrizia Aversa, allestita nel foyer del Nuovo Teatro Verdi di Brindisi e visitabile in occasione delle prossime aperture del Teatro, è un progetto che mette al centro l’identità, il volto e il modo in cui ciascuno di noi si mostra al mondo. Voluta e sostenuta dal Comune di Brindisi, con la partecipazione della Fondazione Nuovo Teatro Verdi, l’esposizione nasce da una ricerca iniziata nel marzo del 2021, in un tempo di ripartenza, quando il bisogno di tornare a guardarsi, riconoscersi e ritrovarsi diventava quasi una necessità collettiva.
Da questa urgenza prende forma un lavoro che sceglie consapevolmente persone comuni, volti del territorio, presenze non abituate all’obiettivo, lontane dai codici della posa e della rappresentazione costruita. Patrizia Aversa compie qui un gesto preciso: sposta l’attenzione su una bellezza autentica, non addomesticata, non spettacolarizzata, e affida alla fotografia il compito di far emergere ciò che spesso rimane nascosto sotto la superficie. Nei suoi ritratti la lente diventa una domanda aperta: documenta oppure connette? Osserva oppure entra in relazione? È proprio in questa tensione che il progetto trova la sua forza.
L’uso di cappelli scenografici e giocosi, realizzati dall’artista locale Angelo Antelmi, introduce un elemento di leggerezza che rivela. Il glamour diventa un paradossale varco verso la verità: un artificio capace di far cadere le difese, di disinnescare la rigidità iniziale, di accompagnare i soggetti verso una forma più libera e sincera di presenza. In quel tempo sospeso che precede e accompagna lo scatto, affiorano dettagli inattesi, esitazioni, ironie, fragilità, fierezze. Emergono piccole verità che non hanno bisogno di essere spiegate perché si leggono nello sguardo, nella postura, nella disponibilità improvvisa a lasciarsi vedere davvero.
Ogni ritratto diventa così il racconto di un passaggio: il momento in cui si sceglie di oltrepassare un muro, di abbandonare l’immagine più prevedibile di sé, per scoprire cosa esiste dall’altra parte. Il set, concepito come un cerchio intimo e luminoso, protegge e accoglie. È uno spazio in cui la persona può lentamente abitare la propria immagine senza subirla.
Il titolo “@Uno_Nessuno_Centomila” richiama immediatamente l’universo delle identità contemporanee. Ognuno è uno, nessuno e centomila insieme: persona privata, ruolo sociale, immagine pubblica, percezione altrui. Le fotografie di Patrizia Aversa accolgono questa complessità e la restituiscono con delicatezza: è un lavoro che parla del singolo, ma anche della comunità, perché in quei volti si riflettono domande che appartengono a tutti: chi siamo quando smettiamo di recitare? Quanto c’è di vero nelle immagini che offriamo agli altri? E quanto coraggio serve per mostrarsi senza riparo?
Il percorso di Patrizia Aversa si distingue da anni per un’attenzione costante agli aspetti antropologici dell’immagine. Fotografa non professionista, ha costruito il proprio sguardo attraverso una ricerca culturale orientata a cogliere tracce, dettagli, cambiamenti e dinamiche dell’uomo del terzo millennio. In circa dieci anni di attività ha realizzato numerose mostre personali sul territorio e ha preso parte a progetti di rilievo nazionale dedicati ai temi sociali, portando avanti una fotografia capace di unire sensibilità, osservazione e partecipazione.
Con “@Uno_Nessuno_Centomila“, il foyer del Nuovo Teatro Verdi si trasforma in uno spazio di incontro tra arte e cittadinanza, tra visione e riconoscimento. La mostra invita il pubblico a fermarsi, a guardare con più attenzione, a lasciarsi interrogare da immagini che parlano di umanità vera. È questo il suo valore più forte: ricordarci che dietro ogni volto esiste sempre molto di più di ciò che appare, e che proprio lì, in quella zona sottile tra immagine e verità, la fotografia può ancora diventare un luogo autentico di scoperta.