Movida – Avviato il dialogo per giungere ad un Protocollo condiviso. La posizione del Comiatto dei residenti

Proficuo l’incontro tra l’avv. Emilio Graziuso, Presidente dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” ed il Sindaco di Brindisi Giuseppe Marchionna

Si è svolto in un clima di grande cordialità, reciproca apertura ed approccio costruttivo l’incontro tra l’avv. Emilio Graziuso, Presidente dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”, che rappresenta il Comitato “Civilmente in Centro” e 51 residenti del centro storico, ed il Sindaco di Brindisi, Giuseppe Marchionna.

Durante l’incontro è emersa la volontà del rappresentante dei consumatori e del primo cittadino, di individuare un modello che possa contemperare, nel rispetto della normativa, gli interessi di tutte le parti coinvolte.

Siamo soddisfatti dell’incontro – afferma l’avv. Emilio GraziusoFinalmente si è aperto un dialogo costruttivo con il Comune nel quale abbiamo sottoposto all’attenzione del Sindaco alcuni punti di primaria importanza per i residenti quali, ad esempio, il rispetto delle norme e delle regole, controlli più serrati attraverso un sistema strutturato tra polizia locale e forze dell’ordine e l’installazione di dispositivi per il rilevamento dati che permettano a tutti i soggetti coinvolti di poter controllare i dati in modo semplice, rapido ed immediato. Il Sindaco ha mostrato non solo interesse ed apertura ma anche disponibilità ad individuare le modalità operative più efficaci per raggiungere un protocollo che regolamenti la movida brindisina”.

Secondo l’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”, qualora al tavolo di confronto istituito dal Prefetto si dovesse addivenire alla auspicata sottoscrizione del protocollo, in una prima fase l’efficacia dello stesso dovrebbe essere circoscritta ai mesi estivi del 2026.

Una fase di sperimentazione utile a verificare “sul campo” l’efficacia delle soluzioni individuate.

A settembre, infatti, sempre dinnanzi al Prefetto si potrà valutare se il modello ha funzionato e, quindi, proseguire con esso anche successivamente, oppure, se ha mostrato delle criticità ed apportarvi le opportune modifiche.

Per quanto riguarda la nota stampa diffusa da Confcommercio e Confesercenti, il Comitato “Civilmente in Centro” ed i residenti, sempre per il tramite dell’Associazione “Dalla Parte del Consumatore” ribadiscono la distinzione che hanno sempre operato, anche pubblicamente, tra “malamovida” e “movida” e di essere pienamente favorevoli allo sviluppo di quest’ultima.

Per il Comitato, così come per i residenti, infatti, la “movida” costituisce un valore aggiunto per il centro storico, aumentando la forza attrattiva e la vivacità dello stesso, con ricadute positive per l’intera città e per tutti i comparti economici, professionali ed imprenditoriali coinvolti.

Una città ed, in particolare un centro storico, caratterizzato da una “movida” realizzata nel pieno rispetto delle norme e dove sono garantiti controlli costanti ed accurati, inoltre, ha un impatto sociale particolarmente positivo, basti pensare, ad esempio, al fatto che i giovani non sono costretti a spostarsi fuori città in auto per trascorrere le proprie serate.

La “mala movida”, invece, è tutta altra cosa.

Essa danneggia non solo i diritti dei residenti e l’immagine della città ma anche gli esercenti del settore che lavorano quotidianamente osservando scrupolosamente le norme.

Tra gli aderenti del Comitato “Civilmente in Centro”, ad esempio, vi è chi, titolare di B&B, ha ricevuto  un notevole danno economico ed all’immagine dalla “movida” selvaggia.

È accaduto, infatti, che turisti, che avevano prenotato per alcuni giorni il soggiorno nella struttura, dopo la prima notte hanno dovuto riconsegnare le chiavi e lasciare, quindi, il B&B non essendo riusciti a dormire.

Per di più hanno anche segnalato la propria disavventura rilasciando, quindi, una recensione on line negativa.

Sarebbe stato auspicabile un fronte comune – afferma l’avv. Emilio Graziusotra Comitato, residenti ed esercenti volto ad arginare ed isolare i fenomeni di “mala movida”che danneggiano tutti anche gli operatori di settore. Data l’apertura al dialogo manifestata dal Comune siamo fiduciosi che il dialogo perduto possa essere recuperato anche con gli esercenti e che al tavolo di confronto istituito dal Prefetto si riesca a definire, una volta per tutte, un protocollo comune, che regolamenti la “movida”

Per quanto concerne le critiche mosse alle rilevazioni fonometriche apparse negli organi di informazioni, il Comitato “Civilmente in Centro” precisa che esse non riprendono solo il vociare ma in molti rilievi  si distingue in modo netto la musica, oltre all’indicazione dei decibel e degli orari di rilevazioni.

Al di là di dette rilevazioni diffuse attraverso i mass media, però, tutti i soggetti – sia istituzionali che associativi, sia i residenti che gli esercenti – coinvolti in questa vicenda sono a perfetta conoscenza che vi sono le rilevazioni dei decibel effettuate dall’Arpa all’interno di alcune abitazioni dalle quali emerge in modo chiaro il superamento del tetto massimo dei decibel previsto dalla normativa di settore.

Il superamento dei decibel è, pertanto, acclarato e non è una mera presunzione.

Al di là di queste dovute precisazioni – conclude l’avv. Emilio Graziusoi residenti sono fiduciosi nella soluzione definitiva dell’intera vicenda, senza ulteriori strascichi, grazie all’intervento di mediazione del Sindaco e del Prefetto”.

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