Questa mattina, nella suggestiva Piazza “Sottile-De Falco” a Brindisi, alla presenza del Comandante Regionale Puglia della Guardia di Finanza, Generale di Divisione Guido Mario Geremia e del Comandante Provinciale di Brindisi, Colonnello Emilio Fiora, è stata celebrata la ricorrenza del 26° Anniversario della tragica scomparsa delle Medaglie d’oro al Valor Civile, Vice Brigadiere Alberto De Falco e Finanziere Scelto Antonio Sottile.
La commemorazione, a cui hanno partecipato i familiari dei militari caduti in servizio, l’Onorevole Mauro D’Attis, S.E. il Prefetto, il Sindaco e le Autorità civili, religiose e militari della Provincia, è iniziata con la deposizione di una corona d’alloro presso la “stele” commemorativa e resa degli onori ai caduti.
A seguire, presso il “Nuovo Teatro Verdi” si è tenuta la rappresentazione dell’opera teatrale “Svegliami, quando settembre finisce” dedicata ai finanzieri caduti nella lotta al contrabbando, realizzata da un gruppo di 15 ragazzi della Provincia di Brindisi che hanno intrapreso un percorso di impegno civile volto a promuovere tra i giovani i valori della Legalità, della Memoria e del Coraggio.
Sono trascorsi 26 anni dalla notte del 23 febbraio 2000 quando, in contrada Jaddico, i due Finanzieri, in servizio presso la Compagnia Pronto Impiego di Brindisi, nel tentativo di intercettare un’autocolonna contrabbandiera, rimasero coinvolti in un violento incidente, spirando sul colpo.
Quella sera a bordo della stessa autovettura c’erano altri due militari che, nonostante le gravi ferite riportate, riuscirono a sopravvivere.
Nel suo intervento di saluto ai familiari, alle Autorità e ai cittadini presenti, il Comandante Regionale Puglia Generale di Divisione Guido Mario Geremia ha voluto sottolineare come l’estremo sacrificio dei due finanzieri si sia poi trasformato in una vittoria per lo Stato.
Infatti, all’indomani del decesso delle due giovani Fiamme Gialle, l’Autorità di Governo diede inizio, in Puglia, alla più imponente attività di contrasto al contrabbando di sigarette, denominata “Operazione Primavera”, inviando circa 2.000 uomini appartenenti a tutte le forze dell’ordine. Il piano straordinario, protrattosi fino al 30 giugno 2000, pose fine al fenomeno e fu l’inizio del cambiamento sociale, economico e culturale della provincia.
