Oggiano (Fdi): “Oltre il pregiudizio…il nulla”

Le recenti dichiarazioni del Rettore dell’Univesita degli stranieri di Siena Tomaso Montanari a Taranto durante il concerto dell’uno maggio non sono solo l’ennesima forzatura storica; sono il sintomo di un modo di fare opinione politica  profondamente illiberale ed offensivo. Affermare che esista un “filo nero” tra il fascismo e l’attuale governo è un errore storiografico grossolano e, onestamente, un’offesa all’intelligenza di chi vota e al valore delle nostre istituzioni repubblicane.

​E’ inaccettabile che si usi l’anacronismo storico come arma politica. Accostare grafiche del ventennio a manifesti di oggi è un’operazione di marketing comunicativo che calpesta decenni di evoluzione democratica della destra italiana. Il governo di Giorgia Meloni si muove nel solco della Costituzione e del diritto internazionale: negarlo significa ignorare la realtà per alimentare il sospetto.

​Dal rettorato alla militanza politica il passo e’ breve!

​ Dove e’  finito l’accademico prof. Montanari? Sembra abbia dato tempo svestito i panni del docente per indossare quelli del militante schierato “a prescindere”. Definire “fascista” chiunque non sposi una specifica visione del mondo è  il metodo più autoritario possibile di intendere il confronto. Si tenta di trasformare la critica in una crociata morale, togliendo legittimità a milioni di cittadini che hanno semplicemente scelto un’alternativa alla sinistra.

​Da un Rettore ci si  aspetta la promozione del pluralismo, non l’erezione di muri basati sul pregiudizio. La cultura dovrebbe essere un ponte, non un megafono per i toni da scontro di piazza.

​Identità non è nostalgia

​Va detto  con chiarezza e fermezza: rivendicare la propria identità non significa essere totalitari. Difendere la famiglia, le radici cristiane o l’identità nazionale non è nostalgia, ma una visione del futuro radicata nella storia. Confondere l’identità con l’ideologia fascista è una forzatura logica che svilisce i problemi reali del Paese.

​La democrazia vive di alternative, non di demonizzazioni. Evocare costantemente lo spettro del fascismo contro un governo regolarmente eletto dimostra solo una preoccupante assenza di argomenti concreti. Mentre Montanari resta fermo alle suggestioni della Domenica del Corriere del secolo scorso, c’e’ chi  preferisce guardare all’Italia di domani, accettandone limiti e criticità, ma basandosi su fatti e non su teoremi ideologici.

​Un formatore di coscienze dovrebbe stimolare il senso critico; chi aizza le folle e sfrutta l’odio propagandistico, invece, ha smesso di essere un esempio da seguire.

Prof. Massimiliano Oggiano

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