Il 27 febbraio 2026 l’Istituto Comprensivo Casale ha scelto di alzare la voce, di farlo insieme, e di
farlo con forza. L’evento dal titolo “One Billion Rising – Rise for our bodies, our earth, our future
2026” non è stato un semplice appuntamento nel calendario scolastico, né un flash mob destinato a
esaurirsi nel tempo di una canzone. È stato, e continua a essere, un messaggio chiaro e potente: la
comunità scolastica dice no a ogni forma di violenza.
Quella del 2026 è stata inoltre un’edizione speciale: il quinto anno consecutivo in cui l’istituto
aderisce e promuove l’iniziativa. Un traguardo che testimonia la coerenza e la determinazione di un
percorso educativo che non nasce dall’improvvisazione, ma da una scelta precisa e rinnovata nel
tempo. Cinque anni di impegno costante, cinque anni in cui la scuola ha trasformato un evento
simbolico in un appuntamento identitario.
Quest’anno la manifestazione ha trovato una cornice particolarmente significativa: il Monumento al
Marinaio d’Italia e il suo piazzale, scelti come location suggestiva dell’iniziativa. Uno spazio
simbolico, affacciato sul mare, che ha amplificato il valore del messaggio lanciato dagli studenti. In
quel luogo carico di memoria e identità, le voci dei ragazzi si sono unite in un gesto collettivo di
consapevolezza e responsabilità.
“One Billion Rising” è un movimento globale nato per sensibilizzare e mobilitare contro la violenza
sulle donne e sulle bambine, ma nel contesto dell’istituto ha assunto un significato ancora più ampio:
un impegno concreto contro ogni abuso, discriminazione e sopraffazione. Studenti, docenti, personale
scolastico e famiglie hanno condiviso uno spazio comune fatto di riflessione, musica, parole e gesti
simbolici, trasformando il piazzale in un luogo di partecipazione e cambiamento.
Non si è trattato soltanto di una coreografia collettiva o di un momento spettacolare. Ogni passo, ogni
cartellone, ogni intervento ha rappresentato la volontà di costruire una cultura diversa, fondata sul
rispetto e sulla parità. I ragazzi sono stati protagonisti attivi: hanno studiato il tema della violenza di
genere, approfondito il valore dei diritti umani, discusso di stereotipi e linguaggi discriminatori.
Hanno compreso che il cambiamento parte dalle piccole scelte quotidiane.
La scuola, in questa giornata, ha mostrato il suo volto più autentico: non solo luogo di trasmissione
del sapere, ma spazio di crescita civile. È tra i banchi che si impara il significato della dignità, è nei
corridoi che si sperimenta la convivenza, è nelle relazioni quotidiane che si costruisce il rispetto.
L’Istituto Comprensivo Casale ha voluto ribadire che educare significa anche formare coscienze
libere, capaci di riconoscere e contrastare ogni forma di violenza.
“Non restiamo in silenzio” è stato il filo conduttore dell’iniziativa. Un silenzio che troppo spesso
protegge l’ingiustizia e isola le vittime. Al contrario, la voce della scuola si è fatta corale, determinata,
responsabile. Un invito a non voltarsi dall’altra parte, a non considerare la violenza un problema
lontano, ma una questione culturale che riguarda tutti.
L’evento del 27 febbraio è la conferma di un impegno che prosegue e si rafforza anno dopo anno,
attraverso attività, incontri e progetti dedicati all’educazione all’affettività, alla parità di genere e alla
cittadinanza attiva.
Perché “One Billion Rising” non è solo una manifestazione: è una promessa. La promessa che la
scuola può e deve essere motore di cambiamento. Un luogo in cui si educa al rispetto, alla parità, alla
dignità e alla libertà. Un luogo in cui il futuro si costruisce, giorno dopo giorno, scegliendo di stare
dalla parte dei diritti e dell’umanità.