Ordine Architetti – Il Castello Federiciano di Oria: un’opportunità di riscatto e valorizzazione pubblica

Il Castello Federiciano di Oria: un’opportunità di riscatto e valorizzazione pubblica

Il Consiglio Comunale di Oria è chiamato questa settimana ad esprimersi su una questione di primaria importanza per la comunità oritana e per l’intero territorio.

Oggetto della delibera è la modifica della destinazione d’uso del Castello Federiciano da residenziale a categoria prevalente produttiva e direzionale, con una conseguente variazione catastale. Oggi, infatti, l’immobile dovrebbe figurare, come è logico, in categoria A/9 (castelli e palazzi di eminente pregio artistico e storico). Si tratta dell’ultimo capitolo di una vicenda annosa. Per troppi anni cittadini, studiosi e turisti sono stati privati di un complesso monumentale di straordinario valore storico, architettonico e paesaggistico. Il Castello non è soltanto una ricchezza artistica (immortalato anche in un celebre schizzo di Le Corbusier), ma rappresenta l’anima stessa dell’identità oritana.

Tra interesse pubblico e private sfide gestionali:

Il tempo trascorso senza che si sia riusciti a restituire l’immobile alla proprietà e alla fruizione pubblica impone una riflessione seria. I pareri espressi dalle varie istituzioni nella Conferenza di Servizi per il permesso di costruire in deroga risentono inevitabilmente di questa complessa eredità. Anche in questo passaggio, il nodo centrale resta la capacità di coniugare o meno le esigenze pubbliche — che devono rimanere preminenti — con gli interessi privati, attorno ai quali si articola la proposta di delibera n. 33 del 21/07/2026. Qualsiasi intesa tra pubblico e privato (pur nel quadro dell’art. 117 del D.Lgs. 42/2004 e con i limiti da esso previsti) non potrà prescindere da un rigoroso e costante controllo pubblico nella successiva fase di gestione. L’uso futuro del bene non è neutro rispetto alla sua integrità storica e alla sua identità culturale.

Le priorità: più spazi, più aperture e tutela della storia:

Nella fase di gestione sarà fondamentale dare risposte concrete alle istanze della comunità, garantendo:

  • Un incremento significativo degli spazi fruibili e dei giorni di apertura al pubblico per visite, mostre (anche permanenti) e convegni, per dare il giusto peso alla Civica Amministrazione e alla Comunità intera.
  • Una programmazione certa e vincolante, che non resti subordinata esclusivamente a logiche o equilibri economico-finanziari di parte privata.

Come ricordato dalla Soprintendenza, l’apertura al pubblico deve servire a valorizzare il patrimonio, promuovere il turismo culturale e garantire la conservazione e la tutela del bene. Un bene che, va ricordato, negli anni passati ha subito trasformazioni edilizie e usi impropri in netto contrasto con la sua natura monumentale, tali da richiedere l’intervento dell’Autorità Giudiziaria.

I beni fondamentali da includere nei percorsi di visita:

Per una reale valorizzazione, i percorsi di visita devono obbligatoriamente comprendere:

  1. Il Torrione Normanno, unico elemento difensivo preesistente all’intervento federiciano.
  2. Il Muro della Piazza d’Armi, con le monofore della vecchia cattedrale bizantina fatta demolire da Federico II.
  3. La Cripta altomedievale dei SS. Crisante e Daria (IX sec.), eretta dal vescovo Teodosio e situata ai piedi della Torre del Salto.

Nota di rilievo: Nella bozza di accordo non vi è alcun accenno a questo straordinario luogo di culto, all’interno del cortile pure alterato negli anni scorsi. Per il suo inestimabile valore, la Cripta merita la massima attenzione da parte della Borgo Immobiliare e del Comune, affinché si avvii un coerente restauro filologico che la renda finalmente accessibile al pubblico.

Una visione sistemica: il Castello al centro del distretto culturale urbano e territoriale.

La fase di gestione, con relativo monitoraggio, e la definizione di un piano di valorizzazione saranno persino più determinanti della semplice riapertura del monumento. Il Castello non deve essere una sia pur pregevole cattedrale nel deserto, ma il punto di partenza di un itinerario culturale integrato che colleghi:

  • Il Parco Montalbano e le mura dell’acropoli messapica.
  • L’area bizantina in zona Sabba
  • Il canale d’acqua nel Parco Archeologico Pasculli.
  • Il Santuario di Demetra su Monte Papalucio.
  • Gli scavi sotto Piazza Lorch
  • Il Centro di documentazione sotto Piazza Cattedrale.
  • Il Museo Archeologico della Messapia a Palazzo Martini (con la sperata esposizione del capitello dorico recuperato, attualmente depositato nell’atrio dell’Episcopio).
  • Il mosaico della reggia messapica, nell’atrio dell’Episcopio.

Questo approccio consentirebbe al Castello di riappropriarsi del suo ruolo guida per il territorio, innescando sinergie virtuose, le uniche che possono garantire il funzionamento del bene, tra gli enti (Comune, Vescovado, Borgo Immobiliare Srl, Università, centri ed istituti di ricerca, associazioni) e la cittadinanza attiva, tramite gli strumenti di partecipazione previsti dalla legge regionale pugliese.

Mobilità e accessibilità:

Garantire una reale fruizione significa anche adeguare le infrastrutture. È opportuno prevedere interventi sulla mobilità, come l’integrazione di posti auto riservati ai diversamente abili all’interno del parco del Castello (con accesso da via Giacinto D’Oria) e stalli dedicati a minibus (8-10 posti) per agevolare l’arrivo di piccoli gruppi turistici.

Il ruolo dell’Ordine professionale e le prospettive future:

Come Ordine abbiamo seguito da vicino l’evoluzione del procedimento, rispondendo prontamente all’invito dell’Amministrazione a partecipare agli incontri per facilitare un accordo con nota ns. prot. n. 288 in data 30 gennaio 2026, trasmessa in pari data . Rammarica constatare che non vi sia stato poi fornito riscontro al nostro interesse, al fine di trasmettere nei tempi previsti le opportune osservazioni tecniche.

Nonostante ciò, ribadiamo che il Comune di Oria e la sua comunità hanno oggi l’opportunità irripetibile di far ripartire l’economia locale, facendo leva sul Castello Federiciano come potente polo di attrazione e di forte connotazione identitaria.

Saranno utili a tal fine percorsi partecipativi che auspichiamo sin da ora, offrendo la nostra piena disponibilità per concorrere alla realizzazione del necessario piano di valorizzazione del Castello, all’interno dei processi urbani e culturali del territorio oritano.

Il Presidente

Arch. Maurizio Marinazzo

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