PALETTI CONTRO LE RINNOVABILI SELVAGGE, PAGLIARO: “DAL SOTTOSEGRETARIO SGARBI SPONDA AUTOREVOLE ALLE NOSTRE BATTAGLIE”

PALETTI CONTRO LE RINNOVABILI SELVAGGE, PAGLIARO: “DAL SOTTOSEGRETARIO SGARBI SPONDA AUTOREVOLE ALLE NOSTRE BATTAGLIE”

Nota del consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani:

“Abbiamo già dato. Il nostro mantra contro l’assalto dei giganti delle rinnovabili al territorio e ai mari del Salento e della Puglia, trova finalmente sponda nel governo nazionale: il sottosegretario alla cultura Vittorio Sgarbi ha annunciato di voler apporre vincoli al paesaggio salentino, per preservarlo dalla bruttura di nuovi impianti di produzione energetica. E lo farà in modo concreto, chiamando a raccolta tutti i soprintendenti d’Italia perché si diano regole precise e fissino paletti invalicabili a tutela del paesaggio.

Questa è una nostra battaglia da sempre, contro l’eolico e il fotovoltaico selvaggio che hanno deturpato e snaturato le campagne salentine, daune e pugliesi. Per fermare il progetto di un parco eolico offshore lungo la litoranea Otranto-Leuca combattiamo da oltre un anno: abbiamo alzato le barricate a novembre 2021 con una imponente manifestazione di protesta che ha raccolto al fronte del no le adesioni bipartisan della politica locale e regionale con ben 72 sindaci al nostro fianco. Ora si aggiunge la voce autorevole di Sgarbi a cementare il muro della nostra opposizione, non preconcetta e campanilistica come sostengono gli avvocati difensori d’ufficio degli interessi delle multinazionali dell’eolico, ma ragionata e argomentata. Sarebbe uno scempio piazzare lungo una delle coste più belle del Salento e del mondo ben 90 pale di quasi 300 metri d’altezza, che si vedrebbero da ogni punto della litoranea e in qualsiasi condizione climatica. 

Ma questo è solo l’esempio più eclatante: di progetti scriteriati che premono per ottenere il via libera ce ne sono decine, al largo delle coste salentine e pugliesi, ed è per questo che chiediamo di perimetrare i territori e le aree marine di particolare pregio paesaggistico e turistico, per escluderle dalla possibilità di localizzazione di impianti eolici e fotovoltaici che le sfigurerebbero irreparabilmente, come una macchia nera su un capolavoro. Passare come caterpillar sul miracolo del creato, così generoso con il Salento e la Puglia da farne cartoline e dipinti naturali, è un atto di scelleratezza che va fermato. Ciò che rimane della nostra bellezza, del paesaggio e dell’ambiente, continueremo a difenderlo con le unghie e con i denti, e non c’è ricatto energetico che tenga di fronte all’ipotesi folle di installare impianti impattanti, come il mostro galleggiante a 90 teste nel Canale d’Otranto. Confidiamo nella caparbietà del sottosegretario Sgarbi, perfettamente allineato sulle nostre posizioni, affinché il mare e il territorio del Salento e della Puglia siano salvati da questa minaccia incombente.  Ma c’è di più: Vittorio Sgarbi, come noi, non è oppositore a prescindere e dice sì all’eolico, anche offshore, purché si pianifichino le istallazioni con giudizio: ok agli impianti nelle zone industriali e nelle aree sin degradate, sui tetti e nei parcheggi, via libera alle vetrate solari e alle finestre fotovoltaiche per l’autoproduzione domestica e aziendale. Ci sono soluzioni innovative ad impatto zero, che non andrebbero a consumare altro suolo e a degradare gli specchi di mare costieri e i loro fondali, stravolgendo ecosistemi già fragili e precari. E qui richiamo un concetto fondamentale che non può continuare ad essere ignorato: il federalismo energetico impone una condivisione del sacrificio ambientale da parte di altre regioni finora rimaste immuni dalle cicatrici delle pale eoliche e dei pannelli solari, la cui distribuzione è fortemente disomogenea. In Puglia, Campania, Calabria, Basilicata, Sicilia e Sardegna – secondo dati Anev del 2019 – è concentrato il 91% delle centrali eoliche d’Italia. Sono 1.615 in Puglia, a fronte delle 36 in Emilia Romagna e delle 30 del Lazio, per non parlare delle 9 del Piemonte. La Regione Puglia, da sola, genera un quarto della potenza energetica eolica nazionale, e conta il 13,4% della potenza fotovoltaica installata in Italia. Dati che ci fanno tornare al punto di partenza: abbiamo già dato e non siamo disposti a sacrificare quel che resta del nostro patrimonio di bellezza. Facciamo argine contro le speculazioni delle multinazionali e delle grandi imprese che stanno colonizzando gli spazi informativi con una comunicazione martellante ma non veritiera sulla favola dell’energia pulita, occultando le ferite insanabili prodotte dai mega impianti del sole e del vento. Andiamo invece nella direzione delle vere rinnovabili pulite, quelle di nuova generazione a basso impatto ambientale che puntano sull’autoproduzione e sulle comunità energetiche. Presto saremo nuovamente in campo con sit-in di protesta sui luoghi che rischiano di essere profanati dallo scempio

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