Il mio intervento vuole riprendere e sostenere le riflessioni espresse dal coordinatore tecnico di DesTEENazione, Valerio D’Amici, nell’articolo pubblicato questa mattina sul quotidiano, che offre uno spaccato attento della realtà del quartiere Paradiso e pone al centro temi che, da residente prima ancora che da consigliere comunale, considero particolarmente importanti. Accanto alle questioni legate alla manutenzione degli spazi pubblici, alla qualità dell’edilizia e ai servizi, esiste infatti un tema altrettanto rilevante: quello della socialità, delle occasioni di incontro e della necessità di far sentire il Paradiso sempre più parte integrante della vita cittadina.
Un quartiere non vive soltanto attraverso strade, piazze ed edifici, ma soprattutto attraverso le persone che lo abitano, le relazioni che riesce a creare e le opportunità che è capace di offrire, in particolare ai più giovani. Per questo considero importante il lavoro portato avanti attraverso il progetto DesTEENazione in strada per Contardo. Disporre di uno spazio pubblico rivolto ai ragazzi e alle loro famiglie, nel quale sviluppare attività, laboratori, percorsi formativi e occasioni di aggregazione, significa investire concretamente sulla comunità e sulla prevenzione del disagio sociale.
Allo stesso tempo, sarebbe sbagliato pensare che al Paradiso non esista già un tessuto sociale vivo. Nel quartiere infatti operano associazioni, realtà sportive, la parrocchia e tanti cittadini che, spesso lontano dai riflettori, contribuiscono quotidianamente a creare aggregazione e senso di appartenenza. Questo patrimonio deve essere riconosciuto, sostenuto e soprattutto messo maggiormente in rete in quanto l’obiettivo è quello di ridurre la povertà educativa sviluppando un maggiore senso di appartenenza alla comunità. Condivido quindi l’esigenza, evidenziata da D’Amici, di costruire una vera coprogettazione tra istituzioni, associazioni e cittadini, partendo dall’ascolto di chi il quartiere lo vive ogni giorno.
Un modello che, con le dovute specificità, è già possibile osservare nel quartiere Sant’Elia attraverso l’esperienza di Legami di Comunità, che opera all’interno del Parco Buscicchio e che ha dimostrato quanto la costruzione di una rete territoriale possa contribuire a rendere uno spazio pubblico un luogo di aggregazione, partecipazione e crescita della comunità. È proprio questa capacità di fare rete che deve essere rafforzata anche al Paradiso, valorizzando ciò che già esiste e mettendo in relazione tutte le realtà disponibili a contribuire. È questa la strada per individuare insieme le priorità, recuperare e valorizzare gli spazi disponibili e trasformarli in luoghi realmente vissuti, capaci di generare senso di appartenenza e nuove opportunità per il quartiere e per chi lo abita.
Valorizzare gli spazi significa anche averne cura e tutelarli, impegno che non può essere demandato soltanto a chi li ha in affidamento, ma che deve rappresentare una prerogativa dell’intera collettività, chiamata a rispettare e preservare ciò che appartiene a tutti. Proprio in questi giorni mi sono arrivate diverse segnalazioni riguardanti un utilizzo improprio, da parte di soggetti esterni, del nuovo playground del quartiere, realizzato grazie a fondi ministeriali all’interno dell’ex CAG, dove oggi esiste appunto DesTEENazione. Secondo quanto segnalato, alcuni comportamenti avrebbero già provocato danneggiamento a diversi materiali e attrezzature, tra cui porte del calcetto, canestri e tabelloni di basket e parti della recinzione.
Per questa ragione ho interpellato il Comandante della Polizia Locale, chiedendo di rafforzare la presenza e i controlli nell’area. La presenza della Polizia Locale rappresenta infatti un importante presidio delle istituzioni e di legalità e può svolgere, soprattutto in questa fase, una fondamentale funzione di deterrenza, contribuendo a contrastare e ridurre quei comportamenti sbagliati da parte di alcuni ragazzi che rischiano di utilizzare questo spazio in maniera del tutto lontana dalle finalità per le quali è stato realizzato. La libera fruizione di uno spazio pubblico deve sempre accompagnarsi al rispetto delle regole e del bene comune.
L’obiettivo non è certamente quello di sanzionare o limitare la fruizione del nuovo playground, ma esattamente il contrario: fare in modo che possa essere vissuto e utilizzato pienamente e in sicurezza, nel rispetto delle strutture, delle attrezzature e soprattutto di tutti coloro che ne usufruiscono. Parliamo di un nuovo spazio pubblico destinato in particolare ai ragazzi e alle famiglie, e quindi di un patrimonio dell’intera comunità che tutti siamo chiamati a rispettare e tutelare. Danneggiare un bene pubblico significa, infatti, sottrarre opportunità agli stessi giovani e alle famiglie del quartiere.
Il Paradiso ha energie, competenze e persone che hanno voglia di fare. Il nostro compito, ovvero delle istituzioni, deve essere quello di accompagnare queste energie, creare le condizioni perché possano esprimersi, offrire risposte concrete alle fragilità che ancora esistono e, contemporaneamente, proteggere gli investimenti e gli spazi restituiti alla comunità. La sfida è fare del Paradiso non una periferia da raggiungere occasionalmente, ma un quartiere pienamente protagonista della crescita di Brindisi. Per riuscirci servono partecipazione, opportunità, presenza, senso civico e rispetto dei beni comuni.
Jacopo Sticchi – Consigliere comunale ‘Per sempre Brindisi’