Saldi estivi, ma di quale fine stagione parliamo?
di Michele Piccirillo – Presidente della Confesercenti della provincia di Brindisi
Da oggi anche in Puglia prendono il via i saldi estivi. Per molti anni hanno rappresentato un appuntamento capace di animare le città: vetrine affollate, famiglie a passeggio, negozi pieni e centri storici vivi. Oggi, però, quello scenario appartiene sempre più ai ricordi. Le continue promozioni anticipate, la concorrenza dell’e-commerce e le diverse regole del mercato hanno profondamente cambiato le abitudini di acquisto, svuotando di significato un momento che un tempo segnava davvero l’inizio della stagione degli affari.
Rivolgo un appello ai cittadini: in occasione dei saldi scegliamo i negozi di vicinato, quelli che affacciano sulle nostre piazze, nei centri storici e lungo le vie commerciali dei quartieri. Sono imprese che ogni giorno garantiscono servizi, lavoro, sicurezza e relazioni umane, contribuendo a mantenere vive le nostre città. Ogni acquisto effettuato in questi esercizi è molto più di una semplice spesa: è una scelta che sostiene l’economia locale e preserva quel patrimonio di professionalità e identità che rende uniche le nostre comunità.
Accanto a questo invito, però, c’è una riflessione che non possiamo più rinviare. Continuiamo a chiamarli “saldi di fine stagione”, ma l’estate è iniziata il 21 giugno. Oggi sono trascorsi appena tredici giorni. Davvero possiamo parlare di fine stagione?
È una riflessione che FISMO Confesercenti porta avanti da tempo, con coerenza e continuità, e che oggi trova ulteriore conferma nei dati. I saldi nacquero con una finalità ben precisa: consentire ai negozi di smaltire le rimanenze quando la stagione era ormai conclusa, dopo un periodo adeguato di vendite a prezzo pieno. Una regola semplice, ispirata al buon senso, capace di garantire equilibrio tra commercianti e consumatori. Oggi quella logica è stata completamente stravolta. Gli sconti iniziano sempre prima attraverso promozioni, campagne online e offerte riservate, tanto che quando i saldi ufficiali prendono il via una parte consistente dei consumatori ha già effettuato i propri acquisti.
Le rilevazioni realizzate da Ipsos per FISMO parlano chiaro: oltre un italiano su tre ha acquistato prodotti scontati prima dell’apertura ufficiale dei saldi. Nel Mezzogiorno questa percentuale supera il 40%, mentre tra i giovani sfiora addirittura una persona su due.
A pagare il prezzo di questa situazione sono soprattutto i negozi fisici, quelli che rappresentano il cuore del commercio di prossimità. Negli ultimi anni migliaia di attività del settore moda hanno abbassato definitivamente la saracinesca, con pesanti conseguenze occupazionali e sociali. Non stiamo parlando soltanto di numeri, ma di famiglie, di imprese e di pezzi delle nostre città che rischiano di scomparire.
Per questa ragione FISMO Confesercenti ha promosso una petizione alla Camera dei Deputati affinché venga finalmente rivista la disciplina dei saldi. La proposta è tanto semplice quanto ragionevole: riportare i saldi estivi alla fine della prima settimana di agosto e quelli invernali alla fine della prima settimana di febbraio, restituendo a questo strumento la funzione per la quale era stato concepito.
Come Confesercenti della provincia di Brindisi condividiamo pienamente questa battaglia. Non siamo contrari ai saldi; al contrario, riteniamo che debbano continuare a rappresentare un’opportunità sia per i consumatori sia per le imprese. Ma devono tornare ad essere davvero saldi di fine stagione, non sconti che iniziano quando la stagione è appena cominciata.
Servono regole nazionali più moderne, capaci di garantire una concorrenza leale tra commercio tradizionale, grande distribuzione e piattaforme online. Continuare con il sistema attuale significa penalizzare proprio quelle piccole attività che ogni giorno assicurano servizi, occupazione e presidio sociale nelle nostre città.
Nel frattempo, ciascuno di noi può fare la propria parte. Scegliere i negozi del territorio durante i saldi significa sostenere un modello di economia che crea valore, mantiene vive le nostre strade e contribuisce alla sicurezza e all’identità delle nostre comunità.
Difendere il commercio di vicinato non significa guardare al passato. Significa costruire il futuro delle nostre città, preservandone il cuore economico, sociale e umano. E oggi più che mai questa è una responsabilità che appartiene a tutti.
Michele Piccirillo
Presidente della Confesercenti della provincia di Brindisi
Di seguito il link per sottoscrivere la petizione:
https://dirse.camera.it/nidp/idff/sso?id=SPIDL1SPIDCIE&sid=0&option=credential&sid=0&target=https%3A%2F%2Fpetizionionline.camera.it%2Fpetizioni