POCHI POSTI DI LAVORO PER UN RIGASSIFICATORE OFFSHORE? PATRONI GRIFFI RISPONDE CON I NUMERI…

Sulla proposta di realizzare un rigassificatore offshore al largo di Brindisi si riaccendono i contrasti a livello territoriale. Il sindaco Rossi, infatti, insiste nel dire che bisogna puntare solo su eolico e fotovoltaico e che il rigassificatore servirebbe a creare solo qualche decina di posti di lavoro. Il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Ugo Patroni Griffi, invece, risponde indirettamente dalla sua pagina facebook e snocciola dati da cui si evince – carte alla mano – che il rigassificatore potrebbe essere una ricchezza (anche occupazionale) per Brindisi. Ecco cosa scrive:

Ho il grave (imperdonabile) difetto di studiare (a questo punto dovreste averlo capito). E quindi difficilmente dico cose non veritiere o verificabili. Le società che gestiscono i due rigassificatori offshore italiane pubblicano i dati relativi ad occupazione diretta ed indiretta. Sono dati facilmente reperibili online oltre che nel registro delle imprese. Facciamo due conti: gli occupati diretti sono 138, la filiera industriale è composta da centinaia di imprese (l’indotto indiretto è di 10 mln anno), l’indotto portuale è di 2,6 milioni anno (rimorchiatori, ormeggiatori, agenzie, raccomandatari), le ricadute economiche a livello locale sono stimate per circa 400 milioni. L’impianto oggi ha una funzione dual (permette di alimentare altre navi con lng) con evidenti ricadute occupazionali connesse al ciclo nave (bunkeraggio di navi alimentate a Lng e bettoline). Se mi sono sbagliato è certamente per difetto. D’altronde Livorno è vicina e collegata da un comodo Ryanair su Pisa, i novelli San Tommaso possono – se ancora increduli – verificare sul posto… Il biglietto costa 4 euro … Buon viaggio!
PS i dati sono pubblicati da Olt che si è candidata a Brindisi per la produzione di idrogeno. Ove qualcuno dovesse contestarne l’affidabilità, implicitamente screditererebbe questo potenziale investitore….

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