Poliziotto aggredito – Una nota di Fratelli d’Italia Brindisi

Fratelli d’Italia di Brindisi esprime totale solidarieta’ alla Polizia di Stato ed a tutte le forze dell’ordine presenti ieri a Torino, aggredite selvaggiamente e vigliaccamente  in occasione della manifestazione organizzata dai centri sociali per la chiusura del centro sociale Askatasuna!  Vicinanza umana soprattutto al polizziotto aggredito! Siamo esterefatti! Non solo per una aggressione cosi’ infame (molti contro uno e per di piu’ con l’aggravante che l’aggredito indossava una divisa e quindi rappresentava lo Stato e quindi 60 milioni di italiani), cruenta, crudele e vigliacca! Ma anche per i silenzi e/o le “morbide”  dichiarazioni di esponenti politici di sinistra, di certa “intellighentia rossa”, di giornalisti o pseudo tali di area progressista sui fatti di Torino. Obbligati a farlo parte dei “sopramenzionati” (certamente non per convinzione ma per convenzione), si sono arrampicati sulle pareti scivolose della retorica (spesso definita “benaltrismo” o “equidistanza strategica”)!

​L’obiettivo non è negare la condanna della violenza, ma smontare la struttura dell’argomentazione che tende a diluire la responsabilità dell’accaduto.

​Si ha la sensazione/percezione di un misero tentativo  di “Falsa Equivalenza” tra Stato e Aggressori! Mettono sullo stesso piano la violenza criminale dei manifestanti e i presunti abusi delle forze dell’ordine (citando il “caso Cucchi”), dimenticando che  un abuso individuale (già perseguito dalla legge) non giustifica né spiega l’aggressione premeditata a un agente in servizio. Equiparare i due fenomeni serve solo a relativizzare la gravità dell’attacco di Torino, inserendolo in un “ciclo di violenza” che deresponsabilizza i colpevoli. Anche il tentativo di sdoppiamento del piano: Manifestanti vs. Criminali non e’ piu’ sostenibile!  Separano nettamente chi aggredisce da chi manifesta, per proteggere il “movimento” nel suo complesso, facendo finta di non vedere che se una manifestazione degenera sistematicamente in violenza (come sempre accade), esiste un problema di agibilità democratica e di responsabilità organizzativa. Definire gli aggressori come “criminali esterni al movimento di protesta” è un espediente retorico per evitare di interrogarsi sull’area grigia di intolleranza e sul clima d’odio che alimenta certi cortei. Per non parlare anche qui di spostare l’attenzione ​sulla colpa dei governi che pagano poco i poliziotti, trasformando le vittime in vittime del sistema stesso. È un paradosso logico: si usa la precarietà economica delle forze dell’ordine per sviare l’attenzione dai responsabili materiali delle martellate. La mancanza di tutele contrattuali è un tema sindacale reale, ma usarlo in questo contesto serve solo a “vittimizzare” l’aggressore sociale e a colpevolizzare lo Stato, anziché chi impugna il martello.

​Accusare poi la controparte di “fare propaganda” sulle immagini di Torino è un modo per silenziare la critica politica dimenticando che c’e’ stata una indignazione pressocche’ totale della pubblica opinione!

​Chiedere ordine e sicurezza non è “sciacallaggio”, ma una funzione fondamentale della politica. Definire “strumentalizzazione” la richiesta di pene certe o di maggiori tutele (come i codici identificativi o le bodycam, spesso chiesti proprio dalla sinistra ma qui ignorati) è un modo per impedire che l’evento produca conseguenze legislative sgradite a una certa parte politica.

​La condanna della violenza è monca se accompagnata da ‘ma’ e ‘però’ che spostano la colpa sulla busta paga degli agenti o su presunti complotti mediatici. Non si può invocare la Costituzione per difendere le piazze e poi ignorare che la stessa Costituzione si fonda sul monopolio della forza legittima dello Stato. Dividere i fatti in  ‘piani diversi’ è solo un artificio per non ammettere che esiste una violenza politica figlia di una precisa retorica identitaria.

Fratelli d’Italia sara’ sempre dalla parte delle forze dell’ordine senza se e senza ma!

Fratelli d’Italia Brindisi

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