Polo Nautico “Brundisium”: due nuove importanti manifestazioni di interesse. Brindisi guardi con attenzione alla cantieristica nautica

Il superamento del modello industriale storicamente legato a carbone e chimica apre per Brindisi una fase nuova, nella quale anche la cantieristica nautica può rappresentare un’importante filiera strategica per il futuro industriale e portuale della città.

Il processo di decarbonizzazione in atto, sostenuto soprattutto attraverso il Tavolo ministeriale fortemente voluto dall’on. Mauro D’Attis, impone infatti di individuare nuove vocazioni industriali coerenti con le caratteristiche del territorio, con le potenzialità del porto e con le trasformazioni dell’economia internazionale.

In questo scenario, la nautica e la cantieristica possono rappresentare per Brindisi una concreta opportunità di diversificazione produttiva, soprattutto nei segmenti a maggiore valore aggiunto della costruzione, del refitting, della manutenzione, della componentistica e dei servizi per yacht e superyacht.

Brindisi dispone, infatti, di un porto di grandi dimensioni, di aree retroportuali e industriali, di competenze manifatturiere e metalmeccaniche, di importanti collegamenti infrastrutturali e, soprattutto, di una posizione geografica strategica nel Mediterraneo, lungo le direttrici che collegano l’Italia con Grecia, Croazia, Montenegro, Albania e con l’intero Mediterraneo orientale.

Condizioni che possono consentire alla città di guardare alla nautica non soltanto come attività legata al turismo e alla portualità, ma come vera e propria filiera industriale, capace di attrarre investimenti, imprese, competenze professionali e nuova occupazione.

In questa direzione si inserisce il progetto del Polo Nautico “Brundisium”, che sta confermando concretamente la capacità del territorio di suscitare l’interesse di imprese operanti in un settore ad alto valore aggiunto e con una forte proiezione internazionale.

Nei giorni scorsi, infatti, la società promotrice del progetto – che prevede complessivamente investimenti per circa 60 milioni di euro e una ricaduta occupazionale stimata fino a 1.500 addetti tra occupazione diretta e indotto – ha ricevuto due nuove e significative manifestazioni di interesse finalizzate alla localizzazione a Brindisi di attività produttive collegate alla nautica, alla cantieristica e all’industria navale.

La prima è quella di Level Project, società attiva da 14 anni nel settore, interessata a realizzare nell’ambito del Polo Nautico un nuovo capannone industriale destinato alla produzione, all’assemblaggio e all’allestimento di arredi e componenti per yacht e navi da crociera.

L’intervento ipotizzato prevede un investimento di circa 3 milioni di euro, con una ricaduta occupazionale stimata in 50 unità.

Una seconda manifestazione di interesse è pervenuta dalla società I.A.P. – Industrial & Aeronautical Painting, specializzata nelle verniciature industriali, nei trattamenti superficiali e nei rivestimenti ad alte prestazioni per i settori aeronautico, navale e industriale, con esperienze e attività di rilievo anche sui mercati internazionali.

Entrambe le aziende hanno manifestato la volontà di approfondire con il Polo Nautico “Brundisium” le condizioni per concretizzare nuovi insediamenti produttivi nel porto e nella zona industriale di Brindisi.

Le nuove manifestazioni di interesse assumono un significato che va ben oltre i singoli investimenti: dimostrano che esistono operatori industriali interessati a guardare a Brindisi come possibile sede delle proprie attività e rafforzano la possibilità di candidare la città a un ruolo di rilievo nel sistema nautico del Mediterraneo.

L’obiettivo del Polo Nautico “Brundisium” è infatti quello di creare non semplicemente un nuovo insediamento produttivo, ma un vero distretto della nautica capace di inserirsi nelle catene internazionali del valore del settore, aggregando attività di cantieristica, refitting, manutenzione, componentistica, allestimenti e servizi specializzati e intercettando investimenti, commesse e imbarcazioni che ogni anno attraversano il Mediterraneo.

«Le due nuove manifestazioni di interesse – afferma il Presidente del Polo Nautico Brundisium, Giuseppe Meo – confermano l’esistenza di un concreto interesse industriale nei confronti di Brindisi. Ci auguriamo pertanto che, come dichiarato in più occasioni dalle istituzioni regionali e locali, la nautica e la cantieristica nautica possano entrare a pieno titolo nella visione del futuro industriale della nostra città, contribuendo alla necessaria diversificazione produttiva del territorio.

Riteniamo che un settore nel quale l’Italia esprime una leadership internazionale e che genera investimenti, esportazioni, occupazione qualificata e un indotto altamente specializzato meriti di essere valutato con grande attenzione nella programmazione del futuro del nostro porto e della nostra area industriale.

Con questo auspicio, pur prendendo atto della complessità che l’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Meridionale si trova ad affrontare nel fornire elementi definitivi circa la disponibilità delle banchine e delle aree richieste con la manifestazione di interesse presentata il 16 marzo 2026, riteniamo importante proseguire il confronto istituzionale.

Le superfici interessate dal progetto risultano, infatti, coinvolte nelle previsioni relative alla filiera dell’eolico offshore e, in particolare, alla realizzazione dei floaters. Alla luce dell’evoluzione dei programmi nazionali del settore e della necessità di comprendere quali investimenti interesseranno concretamente il porto di Brindisi, ci auguriamo che possa essere ripreso e sviluppato il percorso istituzionale già avviato nei mesi passati, così da approfondire la fattibilità del Polo Nautico e, contestualmente, verificare le effettive esigenze di utilizzo delle superfici portuali interessate.

Ci auguriamo, altresì, che le aree che dovessero risultare non più necessarie per tali programmi possano tornare nella piena disponibilità dell’Autorità di Sistema Portuale, consentendo di valutare ulteriori proposte industriali capaci di generare investimenti e occupazione, tra le quali rientra il Polo Nautico “Brundisium”.

Questo consentirebbe anche al Ministero delle Imprese e del Made in Italy di proseguire e completare la valutazione dei progetti presentati nell’ambito della manifestazione di interesse propedeutica alla definizione di un possibile Accordo di Programma per Brindisi.

Siamo convinti – conclude Meo – che il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Francesco Mastro, insieme alle istituzioni locali, regionali e nazionali, saprà accompagnare con la necessaria attenzione questo percorso, favorendo ogni utile interlocuzione con il Governo per giungere progressivamente a una definizione chiara e condivisa dei futuri assetti industriali e portuali di Brindisi.

Il nostro auspicio è che, nel quadro di questa programmazione e nel pieno rispetto delle diverse progettualità in campo, si possano creare le condizioni per dare risposte in tempi compatibili con le esigenze delle imprese interessate a investire a Brindisi.

Il fattore tempo rappresenta inevitabilmente un elemento importante nelle scelte industriali. Confidiamo pertanto che, attraverso la collaborazione tra Autorità di Sistema Portuale, Governo, istituzioni territoriali e sistema imprenditoriale, si possa arrivare a un quadro sempre più definito delle aree disponibili e della programmazione futura del porto, così da poter valutare tutte le opportunità di investimento.

La disponibilità di operatori qualificati a investire sul territorio rappresenta un’opportunità per Brindisi che riteniamo importante approfondire e, ove ne ricorrano le condizioni, cogliere insieme, con l’obiettivo comune di generare nuovi investimenti, occupazione e sviluppo per il territorio».

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