PORTO – IL PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA RISPONDE A LEGAMBIENTE

Sentita l’Adsp per reperire alcuni dati…. Rispondo con piacere.

Al presidente Patroni Griffi e a Confindustria è necessario chiedere:

come mai sulla logistica si stiano attrezzando porti quali quelli di Barletta e, soprattutto, di Molfetta (la società Lisa Logistic prospetta da 500 a 700 posti di lavoro), bloccando invece questa grande potenzialità a Brindisi?

Non so a quali investimenti si riferisca. Il porto di Barletta ospita i depositi costieri di IP. L’area su cui sorgono i depositi costieri (5 serbatoi) ha un’estensione pari a 7.700 m2. Gran parte del traffico dello scalo è originato dalle movimentazioni di carburanti.

Molfetta non fa parte della Adsp. Lisa logistic si è insediata non in porto ma in zona retroportuale/industriale (bisognerebbe chiedere all’Asi di Brindisi perché non si riescano ad attirare investimenti similari a Brindisi, ma probabilmente a ragione della contrarietà allo sviluppo del territorio. Infatti, Lisa prevede la trasformazione di materie chimiche (l’investimento si estende su un’area di 150mila metri quadrati su cui sorgeranno magazzini nonché una officina per la riparazione e manutenzione di mezzi stradali, uno spazio per il pernottamento dei conducenti e un centro uffici. Nell’area è prevista anche la gestione di merci Adr (pericolose) e la realizzazione di una centrale di trasformazione per prodotti chimici).

che fine hanno fatto le società Brindisi Container e Interporto?

Della Brindisi Container abbiamo perso le tracce.
Interporto si riferisce allo IAIS?
Comunque siamo pronti assolutamente a sostenere nuovi investimenti sulla logistica: porterebbero sviluppo!

perché, mentre si offrivano ponti d’oro ad Edison, addirittura tagliando il costo annuale della concessione di banchina per non si sa bene quali meriti, non si sono sostenuti i programmi di Enel per il polo energetico delle rinnovabili, spingendo anche per la conferma della Giga factory inizialmente prospettata?

22 milioni di euro di canone concessorio sono assolutamente significativi per l’economia del porto, e consentono di realizzare molte nuove infrastrutture o erogare servizi agli operatori portuali. Sia Adsp che Confindustria hanno continuamente sostenuto ogni progetto di Enel compresa ENEL Logistics e continueremo a sostenere anche altri investimenti. Ovviamente la decisione finale è dell’impresa e si è in attesa del piano industriale a fine novembre.

perché sono emerse notizie secondo le quali sarebbe stato impossibile realizzare i componenti degli aereogeneratori per impianti eolici off-shore con la ridicola affermazione che l’altezza fosse in contrasto con il cono di atterraggio dell’aeroporto (in verticale gli aereogeneratori vengono fissati soltanto sulle piattaforme e non durante il trasporto, come impropriamente comunicato)?

Potete rivolgervi ad Enac e a Falck oggi Renantis. Renantis ha riferito che le pale eoliche, una volta assemblate, “forerebbero” i vincoli aereonautici. Scontato è che ci farebbe piacere attrarre, per intero, le attività a Brindisi di Renantis: tutta la filiera produttiva.

perché non si è spesa una parola a favore della cantieristica connessa ai parchi eolici off-shore, con l’effetto di avere probabilmente l’impianto nel tratto di mare a sud di Brindisi e il cantiere a Taranto, laddove invece ci saranno significative ricadute economiche ed occupazionali?

Sia Adsp che Confindustria si sono adoperati per avere a Brindisi l’assemblaggio delle pale. La scelta di Falck è stata motivata dal fatto che le banchine a Taranto fossero già disponibili, mentre quelle a Brindisi sono in fase di realizzazione. I tempi per l’appalto delle due opere connesse (cassa di colmata e Capobianco) sono stati ritardati, come noto, dalla opposizione del Comune di Brindisi. Senza contare che sulla cassa di colmata (che condivide Via con Capobianco) pende un incomprensibile ricorso proprio di alcune associazioni ambientaliste. Se poi gli imprenditori fuggono a causa di un ambiente inospitale è davvero facile individuarne le responsabilità.

Con Renantis abbiamo organizzato in Confindustria Brindisi un incontro per la presentazione del progetto agli imprenditori associati, in funzione di possibili collaborazioni future.
Il lavoro che facciamo e le attività che svolgiamo non sono solo quelle che arrivano agli organi di informazione.

perché non si è sostenuta, come era necessario, la realizzazione dello stabilimento di ACT Blade, che nella fase iniziale e provvisoria prospetta 128 posti di lavoro (e non i miseri 31 offerti da Edison), per costruire pale eoliche altamente innovative (si legga un recente articolo del Financial Times) con prospettive di crescite economiche ed occupazionali crescenti?

Anche qui ACT Blade ha dovuto superare l’ostruzionismo del comune e della burocrazia.
La si è sostenuta sempre come Confindustria Brindisi. Abbiamo anche caldeggiato questo investimento a Regione e Governo, anche pubblicamente durante la nostra Assemblea del 13 marzo 2023 davanti al Ministro Fitto ed il Presidente Emiliano.
Ad oggi l’investimento attende il cofinanziamento statale (si tratta di una start up). L’on.le D’Attis sta seguendo la pratica presso Invitalia e noi da parte nostra abbiamo mobilitato i nostri contatti confindustriali romani.
Quindi speriamo che anche ACT BLADE e tanti altri investimenti di associate a Confindustria vedano la luce.

perché le recenti foto di Max Frigione hanno offerto l’inquietante immagine di navi crociera attraccate al molo carbone, nel mentre a Bari si continua ad investire per l’aumento degli accosti e la qualità delle stazioni marittime e della accoglienza per turisti?

Perché ci sono alcuni che si oppongono agli accosti di Sant’Apollinare… sarebbe interessante conoscere la posizione di Legambiente su questo. Solo la realizzazione degli accosti permetterà di colmare le gravi deficienze infrastrutturali del porto di Brindisi. Come gli operatori portuali possono confermare. Assieme al pontile a briccole, cassa di colmata e banchinamento Capobianco.

A tal proposito ci si limita a constatare (constatazione inconfutabile) che Bari non ha neanche in minima parte l’estensione retroportuale disponibile che, invece, il porto di Brindisi offre, senza dovere ricorrere ad inutili e costose casse di colmata.

Non vero. A Bari si sta realizzando una cassa di colmata di 60 ettari (Marisabella) cui è legato il futuro dello scalo. La cassa ha permesso il dragaggio del porto sino a meno 13 mt. Basta informarsi …

Non ci sono nebbie. Forse solo degli occhiali sporchi o appannati dal pregiudizio o dalla disinformazione. Basta pulirli e il sole risplenderà su Brindisi.

Così tante ragazze e ragazzi potranno trovare una buona occupazione nella loro città e tante piccole e medie imprese del territorio tanto lavoro.

Gabriele Menotti Lippolis
Presidente Confindustria Brindisi

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