PRIMO MAGGIO Festa delle Lavoratrici e dei Lavoratori LAVORO DIGNITOSO Contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale


La CGIL Brindisi a Francavilla Fontana partecipa alla
tradizionale iniziativa promossa in collaborazione
dall’Amministrazione Comunale
Abbiamo fortunatamente tante cose che tengono unito il
fronte del movimento sindacale, uniti lavoratrici e
lavoratori, i giovani, le pensionati e i pensionati.
L’unità sindacale che va sempre ricercata, praticata,
rinnovata, tenendo insieme il movimento operaio, e
l’occasione del 1 maggio festa delle lavoratrici e dei
lavoratori rimane una occasione straordinariamente
importante per consolidare l’unità sindacale di cui anche
il paese e l’Europa ha bisogno.
È l’unica strada per marginalizzare la frammentazione
sociale e di rappresentanza e rappresentatività.
Il tema che affronteranno Pierpaolo Bombardieri, Daniela
Fumarola e Maurizio Landini nella piazza di Marghera, si
svilupperà in un’articolazione su contrattazione, nuove
tutele, e nuovi diritti, per l’Italia che cambia nell’era
dell’intelligenza artificiale. Tutti argomenti complessi
che ci obbligano a rivedere le nostre posizioni,
misurandoci sempre di più con l’innovazione tecnologica
e con l’intelligenza artificiale che ha già iniziato a
rivoluzionare il mercato del lavoro e la società
introducendo dopo il COVID-19 cambiamenti epocali che
stanno modificando i rapporti interpersonali, quindi tra le
persone, tra i gruppi, modificando anche il ruolo dei corpi
intermedi.
In tutto questo il tema del lavoro dignitoso assume una
centralità della nostra azione, riscoprendo il valore già
sancito nella nostra carta costituzionale.
Abbiamo da poco festeggiato il 25 Aprile festa della
liberazione dal nazifascismo e lo abbiamo fatto a Brindisi
prima in piazza Santa Teresa con le istituzioni e il mondo
associativo del territorio, poi in piazza Sottile-De Falco
con l’ANPI Associazione Nazionale Partigiani Italiani, per
ricordare insieme Vincenzo Antonio Gigante, operaio,
organizzatore, comunista e partigiano, medaglia d’oro al
valor militare, trucidato dai nazifascisti.
Abbiamo festeggiato la libertà, quella libertà citata tante
volte, richiamata in tanti articoli della Costituzione, alla
quale rimaniamo fortemente ancorati, anche in questa
fase difficile in cui utilizzando il vero dramma della
sicurezza, questo governo sta spostando lo stato di diritto
verso uno stato di polizia. Siamo al quarto decreto
sicurezza che continua ad essere utilizzato contro gli
immigrati, contro la libertà di manifestare, contestare,
partecipare.
Ma possiamo esercitare pienamente la libertà, il nostro
diritto ad essere liberi, solo se abbiamo un lavoro
dignitoso, così come recita l’articolo 36 della
Costituzione, quando affronta il tema della retribuzione
per garantire un’esistenza libera e dignitosa.
Il Presidente della Repubblica più volte denunciato che i
salari di lavoratori e pensionati sono troppo bassi e sono
sempre di più le famiglie in difficoltà. La condizione è
sempre più peggiorata, poiché se pensiamo al nostro
territorio, a Brindisi, alle difficoltà del sistema
produttivo, con le crisi dell’industria dell’energia e della
chimica di base, con la filiera e l’indotto, che negli ultimi
tre anni ci ha fatto già perdere migliaia di posti di lavoro,
ai quali si rischia di aggiungere gli oltre 2500 lavoratori in
bilico nel perimetro della centrale di Cerano e nel
perimetro del petrolchimico.
A questa situazione di difficoltà territoriale, si
aggiungono gli effetti delle scelte del governo nazionale
che ha spostato molte risorse verso l’economia di guerra
non rispondendo alle richieste di restituzione del fiscal
drag, soprattutto non proteggendo i salari e le pensioni
dall’effetto caro vita legato a quanto ancora accade in
Ucraina e Medioriente.
L’aumento dell’energia e dei carburanti, sta avendo
ricadute enormi anche sui consumi della spesa alimentare
e non solo. Ed anche la precarietà del lavoro, la
frammentazione contrattuale e i cambiamenti nel
mercato del lavoro, incidono negativamente sulla qualità
del lavoro e in generale sulla dignità delle persone.
Con salari bassi e con precarietà, contratti a termine e
part-time, in realtà si è poveri anche lavorando. In Italia
5 milioni di persone sono con redditi sotto le 780 € al
mese e altri 6 milioni sono a rischio nuove povertà.
È in atto un fenomeno che sta accentuando le
disuguaglianze, gli spostamenti verso altri territori, il
declino demografico, agendo negativamente sugli
equilibri sociali, sul vivere quotidiano, sulla qualità del
tessuto urbano, intervenendo negativamente non più
sulle sole periferie urbane umane, ma adesso anche nei
centri e nei centri storici a partire dalle attività
commerciali sulle quali oltre la capacità di spesa delle
famiglie agiscono negativamente anche l’ e-commerce e
le piattaforme logistiche e commerciali internazionali.
Occorre, insieme, provare a rimettere al centro la
persona, con la sua dignità, il lavoro, la libertà, un
salario adeguato alle esigenze dei tempi.
Abbiamo da poco anche ricordato la giornata mondiale
per la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro (28 aprile)
evidenziando quanto lavoro occorre fare per ridurre a
zero gli infortuni in particolare quelli mortali.
In Puglia gli infortuni sono passati da circa oltre 28.000
denunciati nel 2024 a 20.210 del 2025. Nel corso del
2025 sono stati 55 al giorno nel 2024 erano circa 80.
Purtroppo, con esito mortali sono stati 58 contro i 74 del
2024.
I dati Inail a livello nazionale consegnano 1093 infortuni
mortali su scala nazionale mentre a Brindisi nel 2025 sono
stati 189 di cui cinque mortali nel 2026 già 102.
Se vi è una sicurezza su cui intervenire, è la sicurezza sul
lavoro, la sicurezza sulle strade, la sicurezza nei quartieri
e nelle periferie.
Il governo oltre i decreti sicurezza che tendono a limitare
le libertà costituzionali ha preso l’abitudine di fare il
decreto del 1 maggio che non fa nulla per lavoratrice e
lavoratori. Voler utilizzare il decreto 1 maggio per usare
ancora il job act per sconfiggere il lavoro povero, la CGIL
lo trova incredibile. La verità è che nel 2026 un reddito
lordo di 35.000 € pagherà 1500 € in più di tasse.
Le risorse previste nel decreto, 960 milioni, andranno alle
sole imprese invece che ai lavoratori, e non è detto che
gli incentivi alle imprese producano automaticamente
nuova occupazione.
Non si aumentano i salari ma si aumenta il peso fiscale,
non viene restituito il fiscal drag e non viene riconosciuto
nulla ai lavoratori e ai pensionati.
Il decreto ignora i problemi connessi al sistema sanitario
e al sistema degli appalti sui quali la Cgil è impegnata dal
15 maggio nella raccolta delle firme per sostenere le
proposte di legge di iniziativa popolare sia sulla sanità
che sugli appalti.
Per queste ragioni, manteniamo alto il nostro impegno
Confederale e di Categorie, sui luoghi di lavoro e nella
vita quotidiana delle comunità, poiché vogliamo con
forza difendere gli interessi delle lavoratrici e dei
lavoratori e con essi gli interessi del popolo.
Evviva il 1 maggio!
Programma dell’iniziativa – Primo Maggio 2026
Luogo e orario
Ore 9:30 – Piazza Guglielmo Marconi, Francavilla Fontana
Monumento al Lavoro – Deposizione della corona di alloro
A seguire iniziativa presso il Castello Imperiali
Saluti
Maurizio Bruno
Presidente del Consiglio Comunale di Francavilla Fontana
Interventi
Massimo Di Cesare
Segretario Generale CGIL Brindisi
Alessandro Gesuè
Segretario Generale FAI CISL Taranto Brindisi
Damiano Rizzo
Segretario Provinciale UIL
Alessandra Portaluri
Consigliera Ordine degli Avvocati di Brindisi
Conclusioni
Antonello Denuzzo
Sindaco di Francavilla Fontana

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