ha avuto inizio stamane il processo, con giudizio immediato, presso il Tribunale di Brindisi (collegio composto dai giudici Colombo, Convertini e Caputo), per un presunto traffico illecito di rifiuti tra il porto di Brindisi e paesi dell’Europa dell’Est. Il tutto, con un ruolo da protagonista assoluto della società “Bri.Ecologica” che fa capo all’imprenditore brindisino Cosimo Roma ed a sua figlia Aurora. nella prima udienza il collegio ha accolto le tesi sostenute dal collegio difensivo (tra cui figurano gli avvocati Massimo Manfreda, Vincenzo Lanzilotti, Vincenzo Farina, Karin Pantaleo, Daniela D’Amuri e Giampaolo Sechi) e non ha ammesso la costituzione di parte civile da parte di Legambiente.
La prossima udienza si svolgerà il 6 luglio con l’acquisizione delle conversazioni telefoniche.
Le accuse per gli imputati che stanno affrontando questo processo con giudizio immediato (sono tutti agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, escluso il presunto promotore, Cosimo Roma, che si trova ricnhiuso nella casa circondariale di Brindisi) riguardano un traffico illecito di rifiuti speciali. L’inchiesta, coordinati dai magistrati della DDA di Lecce, è stata condotta dagli uomini del NOE.