Punta Riso: la cittadinanza deve riappropriarsi del processo decisionale. È necessario un mandato chiaro all’Amministrazione Comunale
BRINDISI – Il progetto di un impianto fotovoltaico sulla diga di Punta Riso, promosso dall’Autorità Portuale, ripropone con forza la questione dell’uso del territorio brindisino. Quella che inizialmente è stata presentata come una restrizione temporanea rischia ora di consolidarsi in una recinzione definitiva, privando la città di un bene pubblico di fondamentale importanza identitaria.
Tale scenario si inserisce in un quadro di interventi che, da tempo, interessano le infrastrutture locali – si pensi alla complessa vicenda dei serbatoi “Brundisium” o ai precedenti, come l’impianto Edison, da cui l’azienda stessa ha poi scelto di recedere. Dinamiche che evidenziano una criticità strutturale: la mancanza di un confronto preventivo e trasparente con la comunità locale sulle scelte che incidono in modo irreversibile sull’assetto del territorio.
Il ruolo di consigliere comunale, pur nella sua funzione di vigilanza, sconta i limiti di un’azione che, per essere efficace, richiede il pieno supporto della cittadinanza. Non è sufficiente l’impegno individuale nelle sedi istituzionali se manca una partecipazione attiva e costante della società civile. La delega alle sole istituzioni, in un contesto di scelte calate dall’alto, rischia di rivelarsi insufficiente.
È pertanto indispensabile un cambio di passo. Si invita la cittadinanza a un presidio democratico e ordinato durante i lavori del Consiglio Comunale, affinché l’Amministrazione sia investita di un mandato inequivocabile: intercedere presso l’Autorità Portuale per una revisione del progetto di Punta Riso, garantendo la tutela della fruibilità pubblica della diga.
È necessario che la città manifesti la propria presenza non solo attraverso il dibattito sui social media, ma presidiando fisicamente i luoghi dove si determina il futuro del territorio. Solo una cittadinanza vigile e partecipe può spingere le istituzioni a non limitarsi a subire passivamente imposizioni esterne, ma a farsi interpreti di una visione condivisa. O la comunità brindisina torna a essere parte attiva del processo decisionale, o il rischio è che il territorio continui a essere oggetto, anziché soggetto, di pianificazione industriale.
Roberto Quarta
Consigliere Comunale di Brindisi indipendente