Il fallimento dell’amministrazione Marchionna non è più solo una constatazione politica, ma un dato di fatto sotto gli occhi di tutti. La gestione della nostra città, giunta ormai a metà mandato, si è rivelata per quello che è: un totale bluff, costruito sulle ceneri di un mandato elettorale tradito e su equilibri di potere basati esclusivamente sulla sopravvivenza politica individuale.
A confermare la profonda disconnessione tra Palazzo di Città e la realtà dei brindisini è l’amara riflessione dell’artista brindisino Giuseppe Ninno. Con il suo intervento, egli ha messo a nudo una verità inconfutabile: mentre le città limitrofe – come Ostuni – attirano migliaia di presenze, Brindisi viene svuotata della sua vitalità da una visione miope e arrogante.
Il Sindaco, convinto di poter governare con la prosopopea di chi crede di avere di fronte una massa di non pensanti, ha osato in passato liquidare la necessità di investimenti culturali affermando che “a Brindisi ci pensa il mare”.
Una dichiarazione che non è solo ridicola, ma offensiva verso l’intelligenza dei cittadini.
L’apice dell’incapacità amministrativa è stato raggiunto con la presentazione del cartellone estivo a fine luglio.
Per chi, come me, ha vissuto il settore degli spettacoli da imprenditore, è evidente che si tratta di una gestione amatoriale: mentre altrove si programma il futuro, qui si brancola nel presente in ritardo cronologico. Non è più tollerabile invocare l’attenuante del “primo anno”: siamo di fronte a una cronica inadeguatezza che umilia la città e chi in essa vive.
Da oggi, il mirino non sarà puntato esclusivamente sul “burattinaio” Marchionna.
È tempo che ogni singolo consigliere comunale si assuma la responsabilità del proprio silenzio. È inaccettabile che, pur consapevoli del bassissimo gradimento di questa amministrazione e dell’agonia in cui versa il comparto turistico-culturale (e non solo!!) molti preferiscano restare immobili, legati a quel misero gettone di presenza o alla spartizione di poltrone, in un gioco di potere che ricorda, per dinamiche di convenienza, il più triste degli episodi biblici: vendersi per trenta denari.
Questa connivenza politica, finalizzata unicamente alla sopravvivenza personale, è diventata intollerabile. I cittadini di Brindisi non meritano di essere trattati con maleducazione o, peggio, con indifferenza. L’epoca del torbido silenzio è finita: da oggi inizieremo a discutere, nome per nome, del ruolo e della responsabilità di chi, pur di mantenere una sedia, sta condannando la nostra città al declino.
Dott. Gianluca Quarta