Quarta: Regolamenti piegati e giochi di palazzo. Tentano di colpire chi non si allinea

Il mio stile, da sempre, non si piega alle consuetudini di una politica fatta di silenzi, compromessi e obbedienze. Non mi sono mai allineato a logiche di partito né a interessi di parte, e continuo a ritenere che il rispetto istituzionale si guadagni con lo studio degli atti e con la tutela concreta dell’interesse pubblico, non con formalismi vuoti.

Oggi, nelle stanze chiuse della maggioranza — dalle quali vengo volutamente escluso — si sta consumando un’operazione politica tanto grave quanto evidente: modificare il regolamento comunale, in particolare quello delle commissioni, al solo scopo di colpire una persona.

Un tentativo maldestro di aggirare le regole, che oggi non consentono la sfiducia del presidente se non in presenza di gravi e comprovate violazioni. Si vuole piegare il regolamento a esigenze di convenienza politica, trasformando uno strumento di garanzia in un’arma di epurazione.

Non sfugge, inoltre, come dietro questa operazione si intraveda con ogni probabilità una regia politica ben precisa: quella di chi, evidentemente in difficoltà nello svolgere il proprio ruolo amministrativo, preferisce spostare il terreno del confronto su manovre di palazzo, piuttosto che misurarsi nel merito. Un’impostazione che, più che rafforzare l’azione amministrativa, ne evidenzia limiti e fragilità.

Ricordo a tutti che il presidente di commissione rappresenta l’intera commissione, maggioranza e opposizione, ed è chiamato a operare in modo imparziale, nell’esclusivo interesse della comunità. È esattamente ciò che ho fatto, con trasparenza, rendendo sempre conto ai cittadini del lavoro svolto.

Evidentemente questo dà fastidio. Dà fastidio a chi preferisce l’opacità alla chiarezza, l’inattività alla responsabilità, e vive il confronto come una minaccia anziché come un dovere democratico.

Ora ogni consigliere comunale si assumerà la responsabilità di questa scelta: sostenere una modifica costruita ad personam oppure difendere le regole e la dignità delle istituzioni.

Sia chiaro: non sarà certo un regolamento piegato a logiche di parte a fermarmi. Il mio ruolo di consigliere comunale resta, così come resta la mia libertà di azione e di parola.

Non mi piegherò a intimidazioni né a tentativi di isolamento. Continuerò a svolgere il mio mandato con determinazione, senza scendere a compromessi e senza inchinarmi a interessi che nulla hanno a che vedere con il bene della città.

La politica, quella vera, non si fa con i giochi di palazzo. Si fa alla luce del sole.

Roberto Quarta
Consigliere comunale
Presidente commissione ambiente

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