Quarta: “Tutti aggrappati alle poltrone. Bisogna avere il coraggio di dire basta”

Sono passati tre anni e quella che all’inizio appariva come un’anomalia all’interno della maggioranza — la mia presa di posizione su temi fondamentali, spesso in contrasto con l’appiattimento della coalizione nei confronti dei grandi colossi industriali — oggi appare invece come la posizione più coerente espressa sin dal giugno 2023.

Da tempo non esiste più un quadro politico chiaro e riconoscibile che rappresenti realmente ciò che la città aveva espresso democraticamente con il voto di tre anni fa. In questi anni abbiamo assistito a cambi di casacca, passaggi dalla minoranza alla maggioranza, uscite da partiti fondamentali che avevano contribuito all’elezione del sindaco Marchionna, fino addirittura alla defenestrazione di forze politiche come quella dei Moderati, anch’esse determinanti per la vittoria del primo cittadino.

Consiglieri che pubblicamente sostenevano alcune posizioni oggi si ritrovano a difendere esattamente ciò che avevano cercato di contrastare. È ormai evidente una confusione politica totale, con un’amministrazione che continua a reggersi esclusivamente sui numeri e su equilibri che nulla hanno a che vedere con valori, coerenza politica e soprattutto con una visione concreta del futuro della città.

L’ultimo episodio, che ha coinvolto il capogruppo di Forza Italia Nicola Di Donna, rappresenta l’apoteosi — o forse sarebbe più corretto dire l’implosione — di questa pseudo coalizione.

La verità è semplice: nessuno vuole andare a casa. Nessuno lo dice apertamente, né da una parte né dall’altra, perché in questo momento non conviene a nessuno staccare la spina. Ma il dato politico è chiaro: il progetto Marchionna ha fallito. Lo si dice nei corridoi del Palazzo, ma non si ha il coraggio di dirlo alla città.

Tutti restano aggrappati alla poltrona, ai gettoni di presenza e alla logica dell’assalto alla diligenza, con l’obiettivo di portare a casa qualche operazione utile a riproporsi come futura classe dirigente della città.

A questo si aggiunge un’amministrazione che viene tenuta artificialmente in piedi anche in vista delle prossime elezioni politiche. È inutile nascondersi dietro un dito: bisogna avere il coraggio di dire basta a un fallimento amministrativo che, fino ad oggi, non è stato neppure capace di creare un solo posto di lavoro.

Roberto Quarta
Consigliere Comunale Indipendente
Città di Brindisi

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