Dopo la celebre scivolata del “A Brindisi ci pensa il mare”, oggi registriamo la nuova frontiera della visione amministrativa cittadina: “Ai turisti offriamo i monumenti”.
Le recenti dichiarazioni del Sindaco Giuseppe Marchionna sul cartellone estivo rappresentano una resa incondizionata sul fronte dello sviluppo turistico, culturale ed economico della città.
Sostenere che il programma sia stato costruito “non per attrarre turisti e convincerli a soggiornare a Brindisi”, ma solo per rispondere ai bisogni interni dei residenti, è una logica surreale e inaccettabile per un capoluogo di provincia con una vocazione turistica naturale.
Un manifesto estivo senza attrattiva esterna è un fallimento strategico.
Programmare l’estate ignorando il bacino d’utenza esterno e i flussi turistici significa condannare le attività commerciali, i ricettivi, i bar e i ristoranti della città alla stagnazione.
L’estate non può essere ridotta a un mero palinsesto di quartiere.
La gratuità non può diventare un alibi. Organizzare eventi a ingresso libero non giustifica la totale assenza di grandi nomi o di eventi di richiamo.
I grandi eventi a pagamento generano economia.
Liquidare i concerti delle città vicine come Ostuni bollandoli semplicemente come “cari” dimostra una totale incomprensione delle dinamiche dell’indotto.
I grandi eventi con artisti di richiamo internazionale ripagano ampiamente le città che li ospitano attraverso pernottamenti, ristorazione e visibilità mediatica.
La realtà smentisce completamente le parole del primo cittadino: sono tantissimi i brindisini che ogni estate si spostano in provincia e fuori provincia e spendono cifre importanti per assistere ai grandi concerti a pagamento organizzati dai comuni limitrofi.
A ciò si aggiunga che anche quello che si prova a fare lo si fa senza visione e senza una corretta campagna informativa.
Prova ne sia il recente APPIA WINE, presentato come “fiore all’occhiello” dell’estate brindisina, ma che – in rapporto ai costi – ha ottenuto risultati nettamente al di sotto delle aspettative, per non dire deludenti.
Un concerto (quello di AKA 7 e LDA) costato €.48.000,00 (oltre IVA) che non ha avuto una adeguata pubblicità e che è rimasto ignoto a troppi brindisini e a gran parte della provincia.
Pensare di poter affidare l’attrattività turistica unicamente alla presenza passiva del patrimonio monumentale, senza affiancarvi un’offerta culturale dinamica e un cartellone di rilievo, con una giusta programmazione ed una comunicazione adeguata, equivale ad abdicare al ruolo di centro propulsore del Salento.
Un tempo ci pensava il mare, oggi ci pensano i monumenti.
Nel frattempo, i grandi eventi e le risorse turistiche continuano a pensare agli altri Comuni.
diego Rachiero – consigliere