Rachiero: “Fallimento del piano Bms. Il ripiano non deve passare dalle tasche dei cittadini”

Le ultime risultanze emerse dalla documentazione d’ufficio e dai verbali di controllo analogo certificano ciò che come forza di opposizione avevamo denunciato fin dal primo momento: la totale inefficienza e l’insostenibilità del piano industriale della Brindisi Multiservizi (BMS). 
Abbiamo da subito evidenziato un’equazione impossibile che oggi torna a chiedere il conto: un incremento degli affidamenti e dei servizi non può viaggiare in parallelo a una inevitabile contrazione dei costi e della forza lavoro. L’illusione di poter “fare di più spendendo meno” o scaricando il peso su un organico ridotto, con età media avanzata e con numerose prescrizioni si è infranta contro la incapacità della società di fronteggiare gli affidamenti extra contratto (come il Parco Cillarese ed il Ponte di Bozzano) ed un disavanzo strutturale che vede la società stimare perdite per oltre 1,1 milioni di euro nello scenario base. 
Oggi l’Amministrazione e la dirigenza si vedono costretti a cercare la scorciatoia più comoda: far pagare il conto della mala gestione e del mancato risanamento direttamente ai cittadini di Brindisi.
Riteniamo inaccettabile che il ripiano delle perdite di BMS debba passare per una stretta punitiva sul Piano Sosta.
La riorganizzazione della sosta e della mobilità rappresenta senza dubbio una necessità e un tassello fondamentale per il decoro e l’ordine della città, ma deve trattarsi di una scelta di pianificazione urbana indipendente e ragionata, non di una “risorsa” per salvare la partecipata d’urgenza. 
In particolare, contestiamo con forza l’aumento ingiustificato degli stalli a pagamento (appare ormai chiaro che il nuovo parcheggio su Via Torpisana sarà integralmente a pagamento) e la possibile revisione delle tariffe: questa non è pianificazione, è una tassa mascherata. 
Pure inaccettabile appare l’eliminazione con effetto immediato dell’esenzione per le auto ibride: revocare dall’oggi al domani un incentivo all’ambiente per far cassa immediata è un atto di miopia amministrativa. Che l’esenzione vada rimodulata e studiata a fronte dell’aumento fisiologico dei veicoli ecologici è un dato di fatto reale, ma va fatto con una seria programmazione a medio e lungo termine, informando l’utenza e integrando la misura in un vero piano di mobilità sostenibile. Introdurre dall’oggi al domani la cessazione immediata solo per rastrellare liquidità e coprire buchi di bilancio penalizza i cittadini virtuosi che hanno investito nel green. 
L’Amministrazione smetta di scaricare sulla collettività l’incapacità di strutturare un piano aziendale solido ed efficiente.
Pretendiamo che il Piano Sosta torni ad essere uno strumento al servizio della mobilità cittadina e che le sorti della BMS vengano affrontate con una vera visione industriale, senza toccare le tasche dei brindisini. 

Diego Rachiero ATTIVA BRINDISI

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