Quando speravamo che con l’ultimo Consiglio Comunale si fosse chiusa definitivamente la vicenda legata all’assegnazione delle case popolari, si è invece aperto l’ennesimo teatrino della demagogia.
Il manifesto urlato da Futuro Nazionale (con lo slogan “Prima gli italiani” per l’assegnazione delle case popolari) e il polverone sollevato nell’assise sono la prova lampante di quale fosse il vero fine della proposta: racimolare consenso strumentalizzando il disagio sociale. Purtroppo, però, la propaganda si scontra sempre con la realtà dei fatti e della legge. Ecco perché l’iniziativa era del tutto irricevibile da parte del Consiglio: rappresentava solo fumo negli occhi dei brindisini.
La mozione originaria presentata da FN – che prevedeva una premialità nelle graduatorie delle case popolari in base alla residenza continuativa e al radicamento territoriale – era totalmente illegittima. Si scontrava frontalmente con l’Articolo 3 della nostra Costituzione, come peraltro statuito dalla sentenza n. 1/2026 della Corte Costituzionale, in merito alla quale i rappresentanti di Futuro Nazionale si sono avventurati in interpretazioni estensive particolarmente creative. In realtà, la sentenza citata ipotizza come unico indice di “radicamento” l’anzianità di presenza in graduatoria, che nulla ha a che vedere con la nazionalità o la residenza dei richiedenti.
Accortisi del vicolo cieco, i “futuristi”, invece di ritirare la proposta, hanno tentato di aggiustare il tiro in aula presentando una versione edulcorata. Una scatola vuota, in sostanza, che demandava agli uffici comunali la ricerca di “strade alternative” per favorire comunque la territorialità.
Il principio della territorialità può anche suonare condivisibile in teoria, ma la realtà è ben diversa: nei termini in cui viene proposto, si scontra con un’assoluta impraticabilità tecnica e normativa. Continuare a raccontare il contrario significa ingannare i brindisini.
C’è però da dire che la proposta di Futuro Nazionale non è stata un fallimento totale; un risultato concreto lo ha portato a casa: ha ulteriormente spaccato una coalizione di centrodestra che continua a raccogliere e incollare i cocci. Le spaccature emerse in aula – con Fratelli d’Italia in linea con Futuro Nazionale, Forza Italia che ha votato contro insieme alle opposizioni e il Sindaco Marchionna costretto ad astenersi e a minacciare le dimissioni di fronte a una maggioranza ormai implosa – dimostrano che propaganda ed estremismo ideologico servono solo a distruggere, non a governare.
Il disagio abitativo si risolve con investimenti, programmazione seria, fondi per l’edilizia residenziale pubblica e una gestione amministrativa stabile. La propaganda sulla pelle degli ultimi ha le gambe corte.
I cittadini sono molto più attenti di quanto si possa credere ed esigono solo concretezza e trasparenza, non l’ennesima illusione.
Diego Rachiero