Simona Epifani ha portato in scena la performance “Caro Mimmuzzu mia…”, scritta dalla stessa attrice, con la regia di Francesca Epifani.
L’appuntamento, che rientra nell’ambito della Rassegna “Verdi in Città 2026”, si è tenuto in piazza Duomo, nello spazio antistante il Museo Archeologico Ribezzo. La Rassegna, giunta alla quarta edizione, continua a portare il teatro fuori dai luoghi tradizionali ed è ideata dalla Fondazione Nuovo Teatro Verdi, con il sostegno del Comune di Brindisi, la collaborazione di Puglia Culture, del Polo BiblioMuseale e della Basilica Cattedrale di Brindisi. Una performance divertente, tra dialetto locale e le note inconfondibili delle canzoni di Domenico Modugno. Al centro della narrazione gli anni ’60 e Nina, una giovane cameriera con tanti sogni e speranze. Vorrebbe diventare un’attrice famosa per migliorare, così, la propria condizione sociale. Modugno diventa l’immagine di una Puglia che è in grado di conquistare il mondo pur mantenendo le proprie radici. In quegli anni l’italiano standard era la lingua del potere, dell’istruzione, mentre il dialetto era identitario delle classi meno agiate e Nina, proprio grazie al suo dialetto così colorito, riesce a esprimere i suoi sentimenti con autenticità e tanta ironia. Anna Consales