Alessandro Leoci, ex capogruppo di CON in Consiglio regionale e candidato con la lista Avanti Popolari, ha presentato ufficialmente ricorso al TAR Puglia per contestare la mancata attribuzione dei seggi in Consiglio regionale. Come è noto, infatti, Avanti Popolari – così come Avs – ha superato la soglia di sbarramento del 4 per cento ma, a causa del meccanismo di calcolo legato ai voti attribuiti al candidato presidente, è rimasta esclusa dalla ripartizione dei seggi, non ottenendo alcuna rappresentanza in Consiglio regionale. Una situazione che, secondo i ricorrenti, determina una evidente sproporzione tra consenso elettorale e rappresentanza istituzionale. Sarebbero due le postazioni che, sulla base dei voti ottenuti, sarebbero spettate alla lista civica: una nella provincia di Brindisi, con Alessandro Leoci, e una nella provincia di Foggia.
Il ricorso, depositato questa mattina, è stato redatto dall’avvocato amministrativista Giuseppe Tanzarella e si fonda contesta il criterio di calcolo della soglia di sbarramento del 4% previsto dalla legge elettorale regionale, con particolare riferimento al denominatore utilizzato per determinare le percentuali di consenso delle liste. Secondo la tesi espressa nel ricorso, l’Ufficio Centrale Regionale ha calcolato la percentuale delle liste rapportandola al totale dei voti validi comprensivo anche dei voti espressi esclusivamente per i candidati alla Presidenza della Regione, anziché al totale dei voti di lista. Questo metodo determina un innalzamento sostanziale della soglia di sbarramento, producendo una “soglia reale” superiore a quella formale, con effetti di mancata rappresentanza significativi. Nel caso concreto delle elezioni regionali del 2025, il meccanismo ha determinato l’esclusione dal riparto dei seggi di liste che complessivamente hanno superato i 100 mila voti, pari a circa il 7–8% dei voti espressi, lasciati senza rappresentanza.
Il ricorso solleva questione di legittimità costituzionale della normativa elettorale nella parte in cui consente tale metodo di calcolo, per possibile violazione dei principi di: eguaglianza del voto, libertà di scelta dell’elettore, ragionevolezza e proporzionalità del sistema elettorale L’avv. Tanzarella chiede al TAR di valutare la correttezza del metodo applicato e, in subordine, di rimettere la questione alla Corte costituzionale, al fine di chiarire definitivamente il rapporto tra soglia di sbarramento e voti espressi per i candidati Presidente.
“In queste settimane – afferma Alessandro Leoci – abbiamo scelto di percorrere la strada del diritto, con rispetto e serietà, per una questione che va oltre le singole persone. Oltre 54mila cittadine e cittadini pugliesi hanno espresso un voto che merita attenzione e rappresentanza e, se hanno votato per noi, vuol dire che non si riconoscono nelle altre formazioni. Il ricorso presentato non nasce per rivendicare un seggio, ma per chiedere chiarezza su un meccanismo elettorale che, nei fatti, rischia di comprimere la volontà popolare. Qualunque sarà l’esito del giudizio, resta un punto fermo: la qualità della nostra democrazia regionale passa dal rispetto del voto, dalla trasparenza delle regole e dalla capacità delle istituzioni di interrogarsi senza paura. Continuerò a lavorare – conclude Leoci – dentro e fuori le aule giudiziarie, perché la Puglia sia una terra in cui la partecipazione non venga mai considerata un problema, ma una ricchezza”.