Riabilitazione, AIOP Puglia: «Adeguate le tariffe ma non i tetti di spesa: la Regione Puglia taglia nei fatti le prestazioni ai cittadini»

Margilio: «È un’aritmetica inevitabile: a parità di budget e costi più alti, le giornate di assistenza acquistabili diminuiscono. Così aumentano solo le liste d’attesa, come dimostra il confronto con il Lazio»

L’adeguamento delle tariffe per la riabilitazione ospedaliera post-acuzie e la lungodegenza, stabilito a livello nazionale dal Ministero della Salute di concerto con il MEF il 12 maggio 2026, rischia di trasformarsi in un danno per i pazienti pugliesi a causa delle decisioni applicative della Regione Puglia.

Se da un lato la Regione ha disposto l’applicazione dei nuovi tariffari a decorrere dal 1° luglio 2026, dall’altro ha stabilito che per le strutture private accreditate le tariffe vengano riconosciute a parità di tetto di spesa annuale. Una scelta che, senza uno stanziamento aggiuntivo di risorse, ridurrà inevitabilmente il volume delle prestazioni sanitarie garantite agli utenti.

«È qui che emerge una criticità che non può essere ignorata – dichiara Fabio Margilio, presidente di AIOP Puglia – Se aumenta il valore riconosciuto per ogni giornata di riabilitazione o lungodegenza, ma rimane invariata la somma complessivamente disponibile per acquistare quelle prestazioni, con lo stesso budget sarà possibile acquistare un numero inferiore di giornate di assistenza. Non è una valutazione di parte: è una conseguenza aritmetica. E allora non dovremmo sorprenderci se aumentano le liste d’attesa».

A rendere ancora più evidente la criticità della gestione pugliese è il confronto diretto con altre realtà regionali. La Regione Lazio, ad esempio, pur essendo anch’essa sottoposta a Piano di rientro e applicando il medesimo decreto nazionale, ha deciso di accompagnare l’aumento tariffario con un incremento contestuale di 13.414.090 euro del livello massimo di finanziamento (portato a un totale di oltre 1,41 miliardi di euro), ricalcolando i budget sulla base del reale fabbisogno e della capacità produttiva delle strutture.

«Parliamo di due Regioni entrambe sottoposte a Piano di rientro e dello stesso decreto emanato dal Governo nazionale – prosegue Margilio –. Eppure le scelte sono diverse. Il Lazio accompagna l’aumento delle tariffe con un incremento delle risorse destinate all’acquisto delle prestazioni; la Puglia aumenta le tariffe ma lascia invariati i tetti di spesa. È legittimo chiedersi quali conseguenze produrrà questa scelta sui volumi di assistenza effettivamente erogabili ai cittadini».

La mancata estensione dei tetti di spesa rischia di produrre un effetto domino su tutto il sistema sanitario regionale. Impedire il tempestivo trasferimento dei pazienti che hanno superato la fase acuta verso le strutture di riabilitazione o lungodegenza significa intasare i posti letto degli ospedali e aggravare la pressione sui Pronto Soccorso.

«Il tema non riguarda gli interessi delle strutture – sottolinea il presidente di AIOP Puglia – ma la quantità di assistenza che il Servizio sanitario regionale è in grado di garantire. Se il costo unitario aumenta e il budget resta fermo, le prestazioni acquistabili diminuiscono. E dietro ogni prestazione che non può essere acquistata c’è un paziente che aspetta».

L’AIOP Puglia chiede pertanto alla Regione di rivedere la propria decisione e valutare soluzioni finanziarie in linea con le direttive nazionali e con quanto già fatto da altre amministrazioni regionali, nell’interesse primario della salute pubblica.

«Da mesi discutiamo della necessità di ridurre le liste d’attesa e di utilizzare pienamente tutta la capacità assistenziale disponibile. Le nuove tariffe riconoscono finalmente un valore più adeguato alle prestazioni visto il continuo aumento dei costi, ma se contemporaneamente non si adeguano le risorse, il risultato è paradossale: tariffe più alte, meno prestazioni e più cittadini in attesa. Ai cittadini interessa ricevere le cure di cui hanno bisogno quando ne hanno bisogno, non sapere che la tariffa è aumentata mentre il posto disponibile si allontana», conclude Margilio.

Ufficio Stampa AIOP Puglia

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