RIFIUTI – IL SINDACATO FIADEL E I CONSIGLIERI LUPERTI E GRECO DENUNCIANO IRREGOLARITA’

Basterebbe mostrare questa foto per riaccendere le polemiche in riferimento al servizio di raccolta di rifiuti solidi urbani nella città di Brindisi. Si vede chiaramente che i mezzi della ditta Teorema non si limitano ad occupare un “sedime”, ma sono regolarmente parcheggiati in spazi coperti del sito che il Comune ha concesso alla stessa azienda, pur se privo di agibilità e di un piano della sicurezza.

Questo è solo la punta dell’iceberg che sta caratterizzando il settore rifiuti nella città di Brindisi da quando, lo scorso 1 ottobre, il servizio viene effettuato dalla ditta Teorema che si è aggiudicata l’appalto.

Nei giorni scorsi, infatti, i consiglieri comunali Lino Luperti e Michelangelo Greco del Movimento Regione Salento avevano posto in risalto il fatto che tale servizio viene svolto incredibilmente in assenza di un regolare contratto tra il Comune e la Teorema. Una circostanza dovuta al fatto che sono ancora pendenti giudizi presso il Tribunale amministrativo regionale . Da Palazzo di Città fanno sapere che il servizio è stato attivato con una determina dirigenziale dettata da motivi di urgenza. Circostanza ampiamente contestata sia dai consiglieri comunali Luperti e Greco che dal sindacato Fiadel che sull’argomento ha già proposto numerosi esposti.

Ma alla questione della mancata sottoscrizione del contratto si aggiunge quella della concessione di un immobile di proprietà comunale privo di agibilità. L’intesa era quella di utilizzare solo i piazzali dove Teorema ha collocato dei prefabbricati. Ma sono proprio le foto, oltre alle circostanze riferite da numerosi dipendenti, a provare che invece si utilizzano anche spazi coperti su cui non esiste alcuna certezza circa l’assenza di eventuali rischi, anche legati alla staticità.

Da qui l’ultimo atto di diffida proposto dal sindacato Fiadel e rivolto ai dirigenti comunali che hanno consentito alla ditta Teorema di occupare tali immobili di proprietà comunale che, come è noto, sono privi di destinazione d’uso, delle autorizzazioni, del piano di sicurezza e di quant’altro prevede la legge.

La Fiadel va oltre e sostiene che vi siano tutti i presupposti finanche per la revoca dell’appalto che – allo stato attuale e fino al 31 ottobre 2023 – viene eseguito con una determina dirigenziale che – pare di capire – verrà riproposta o sostituita con un’ordinanza sindacale.

Insomma, la vicenda diventa sempre più ingarbugliata con il passare dei giorni.

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