Riforma costituzionale: una parte dell’avvocatura per il NO

In relazione al dibattito sulla riforma costituzionale, si segnala quanto accaduto a Brindisi, dove il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati aveva inizialmente dichiarato una posizione di equilibrio, organizzando un incontro con rappresentanti sia del “Sì” sia del “No” e affermando la volontà di non assumere una posizione ufficiale. Contestualmente, tuttavia, lo stesso Consiglio ha concesso il proprio logo e accreditato una serie di eventi dedicati esclusivamente alle ragioni del “Sì”, senza fornire alcuna spiegazione alle richieste di chiarimento avanzate formalmente da un gruppo di avvocati che dunque, sino ad oggi, rimanevano prive di riscontro.

Tale comportamento appare difficilmente conciliabile con il ruolo super partes che un ente pubblico rappresentativo dell’intera avvocatura è chiamato a svolgere e solleva interrogativi sulla necessità di garantire pieno pluralismo e trasparenza nel confronto su una riforma di rilievo costituzionale.

Questo quadro locale si inserisce in un contesto nazionale che necessita di analoga chiarezza. Alla luce delle dichiarazioni dell’avv. Moretti del Comitato Nazionale Avvocati per il No, è infatti necessario ristabilire una corretta rappresentazione del dibattito all’interno dell’avvocatura italiana.

L’idea che la categoria forense sia prevalentemente orientata per il “Sì” deriva dalla posizione espressa dall’Unione delle Camere Penali. Tuttavia, tale associazione rappresenta circa 10.000 iscritti su un totale di 235.000 avvocati, pari a circa il 4% dell’avvocatura italiana. Ne consegue che non è possibile attribuire a tale organismo un ruolo rappresentativo dell’intera categoria, né affidargli di fatto il monopolio dell’informazione su una riforma che inciderà profondamente sull’assetto costituzionale e sui diritti dei cittadini.

È dunque evidente che esiste una parte significativa dell’avvocatura nazionale, nonché locale e provinciale, che sostiene le ragioni del “No” e che ha diritto a pari dignità e visibilità nel dibattito pubblico.

Si auspica pertanto che tutti gli organismi rappresentativi della categoria forense garantiscano pieno pluralismo, trasparenza e imparzialità nell’informazione, nel rispetto del ruolo istituzionale che sono chiamati a svolgere.

Avv. Anna Maria Altavilla

Avv. Maria Rosaria Ancona

Avv. Marzia Bagnulo

Avv. Marcello Biscosi

Avv. Giovanna Brugnola

Avv. Marcello Cafueri

Avv. Francesco Carone

Avv. Maria Chiatante

Avv. Simona De Angelis Sammarco

Avv. Grazia De Vito

Avv. Marco Della Rosa

Avv. Marcello Di Summa

Avv. Elena Elia

Avv. Pasquale Fistetti

Avv. Maria Pompea Forleo

Avv. Giuseppe Giordano

Avv. Emilio Graziuso

Avv. Aurora Grassi

Avv. Alfredo Iaia

Avv. Antonietta Iurlaro

Avv. Cosima Leccese

Avv. Salvatore Lezzi

Avv. Giacomo Lombardi

Avv. Vito Loparco

Avv. Maria Malerba

Avv. Cesarina Memmola

Avv. Annalisa Mola

Avv. Alessandro Nacci

Avv. Sante Nardelli

Avv. Stefano Narducci

Avv. Giuseppe Palazzo

Avv. Massimo Protopapa

Avv. Angelo Rapana’

Avv. Francesca Riccio

Avv. Angelo Roma

Avv. Giuseppe Russo

Avv. Rosanna Saracino

Avv. Francesca Scanni

Avv. Francesco Silvestre

Avv. Ornella Stamerra

Avv. Vito Zizzi

Avv. Nicolangelo Zurlo

Dott.ssa Teresa Ascesi- Abilitata all’esercizio della professione Forense

Condividi questo articolo:
Share on facebook
Share on twitter
Share on telegram
Share on whatsapp
no_fumo_torchiarolo

what you need to know

in your inbox every morning