Riperimetrazione area SIN – Adesso evitiamo le distese di specchi…

Il sito di interesse nazionale localizzato nell’area industriale di Brindisi sarà finalmente ridimensionato e questo aprirà delle nuove opportunità per possibili investimenti aggiuntivi.
Nata 25 anni fa con il chiaro intento di proteggere l’ambiente ma con l’obiettivo – poi fallito miseramente – di far giungere a Brindisi centinaia di milioni di euro per le bonifiche, l’area SIN ha costituito un vero e proprio tappo allo sviluppo in quanto sono state rese indisponibili tante zone dell’agglomerato industriale ed altre in ambito portuale.
Nel 2021 il problema fu affrontato dal parlamentare brindisino Mauro D’Attis con l’ex ministro Prestigiacomo e quindi fu avviato l’iter per giungere ad una riperimetrazione del sito. Adesso si è nella fase che anticipa la conferenza di servizi asincrona e la Provincia sta raccogliendo indicazioni e suggerimenti dagli enti che possono avere competenze nel settore.
Si libereranno ben oltre duemila ettari, anche se una buona parte rientra nella zona protetta delle Saline. Ma il rischio che bisogna assolutamente evitare – come sottolineato dal presidente della CNA Franco Gentile – è che le restanti aree vengano utilizzate per creare enormi campi fotovoltaici che non aggiungono un solo posto di lavoro e che non producono effetti benefici per l’economia locale.
Brindisi, infatti, ha bisogno di insediamenti produttivi, ovviamente compatibili dal punto di vista ambientale, ma che producano reddito e nuova occupazione. Il tutto, allo scopo di arginare la falla provocata dalla chiusura della centrale di Cerano e dalla dismissione di altri impianti industriali.
E non è certo qualche milione di specchi a risolvere il problema.

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