RISCHIO DI RINVIO A GIUDIZIO PER IL SINDACO ROSSI. PRESUNTE MINACCE ALL’EX DIRIGENTE

Il sindaco di Brindisi Riccardo Rossi avrà venti giorni a disposizione (a partire dalla notifica della chiusura di indagini a suo carico, pare avvenuta giovedì scorso) per produrre una memoria difensiva o per chiedere al pubblico ministero Pierpaolo Montinaro di essere ascoltato per fornire dichiarazioni spontanee. L’accusa nei suoi confronti è quella “di aver usato usato minaccia, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, nei confronti dell’ex dirigente Simeone, al fine di costringerlo a compiere un atto contrario ai propri doveri di ufficio” (articolo 336 del codice penale).

La vicenda risale allo scorso mese di settembre, quando l’ex dirigente del settore Finanze del Comune di Brindisi Simone Simeone entrò in rotta di collisione con il primo cittadino per aver negato il proprio parere favorevole sullo schema di bilancio. Secondo Rossi, infatti, bisognava dichiarare, tra le partite di entrata, anche il finanziamento di oltre 1,7 milioni da parte dell’Ager (l’agenzia per la gestione del ciclo dei rifiuti della Regione Puglia). Il dott. Simeone, invece, chiedeva un riscontro scritto da parte della Regione che in quel momento non esisteva. Da qui le presunte minacce di Rossi per costringere Simeone a modificare il proprio parere. L’intera vicenda, nelle settimane successive, determinò il commissariamento ad acta del Comune di Brindisi, proprio per l’approvazione del documento contabile.

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