RSU Eni Versalis – Chiusura LyondellBasell Brindisi: servono verità e responsabilità


Le dichiarazioni diffuse mediante recenti comunicati stampa sulla cessazione della produzione di
polipropilene a Brindisi da parte di LyondellBasell e sul presunto “fallimento” del piano Eni
Versalis impongono alcune precisazioni, nel rispetto dei lavoratori, dell’opinione pubblica e della
semplice verità dei fatti.
La tesi sostenuta da Filctem attribuisce sostanzialmente al piano di trasformazione di Eni Versalis
e alla fermata dell’impianto P1CR cracking l’origine del progressivo disimpegno di LyondellBasell
dal sito di Brindisi. Una ricostruzione che non trova alcun riscontro nella cronologia degli eventi.
Già nel settembre 2023 infatti, circa diciotto mesi prima della fermata del cracking di Versalis,
LyondellBasell annunciava la chiusura dell’impianto P9T, motivando tale decisione con ragioni
legate alla competitività e alle condizioni di mercato. Si trattava di una scelta autonoma, assunta
in un contesto di difficoltà del settore che era già piuttosto evidente.
Già allora OOSS, istituzioni e rappresentanti del territorio evidenziarono il rischio che la chiusura
del P9T potesse rappresentare il primo passo di un progressivo ridimensionamento della
presenza di LyondellBasell su Brindisi.
In quel momento il piano di trasformazione di Versalis non era ancora stato definito, e la fermata
del cracking non ancora programmata; presentare oggi la chiusura di LyondellBasell come una
conseguenza diretta delle scelte di Eni Versalis appare una ricostruzione a dir poco discutibile.
La crisi della chimica di base, la pressione competitiva dei produttori extraeuropei, gli elevati
costi energetici e le difficoltà strutturali del mercato dei polimeri sono fattori che hanno
certamente inciso sulle strategie industriali di numerose aziende del settore, ben oltre il
perimetro dello stabilimento petrolchimico di Brindisi.
I lavoratori e il territorio meritano un confronto serio, alimentare letture distorte o attribuire
responsabilità che non trovano riscontro non contribuisce alla ricerca di soluzioni, ma rischia solo
di generare ulteriore confusione in una fase che richiede invece chiarezza, responsabilità e
visione industriale.
Come OOSS firmatarie del protocollo ministeriale nel quale continuiamo a credere, così come
crediamo nella necessaria trasformazione e nel rilancio dell’intero comparto, riteniamo
indispensabile che il confronto con l’azienda si sviluppi in un clima di piena trasparenza e
collaborazione, ben oltre ciò che potrebbe emergere da iniziative clamorose o da letture parziali.
Proseguiremo quindi il nostro lavoro con senso di responsabilità, nell’esclusivo interesse della
tutela dei livelli occupazionali dei lavoratori diretti e dell’indotto e salvaguardia del futuro
industriale del territorio.

RSU Eni Versalis

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