Sabato 14 marzo nuova protesta dei Cobas davanti all’aeroporto militare di Brindisi

Il Cobas insieme alle associazioni di sostegno ai Kurdi ed ai Palestinesi  tornano  Sabato 14 Marzo alle ore 16  davanti l’ingresso dell’aeroporto militare di Brindisi e sede della base ONU per gli aiuti umanitari .
Il motivo della manifestazione è quello di  protestare contro l’economia di guerra , questo episodio del furto dei 2500 pezzi spariti, la richiesta di apertura di corridoi umanitari a Gaza ed in Siria ai curdi della di  Kobane assediata da milizie para-Isis .
Il Sindacato Cobas è fortemente allarmato per  la scomparsa di duemilacinquecento pezzi di aerei militari italiani dalla base di Brindisi dove Ge Avio, multinazionale americana, aveva il compito di manutenere gli aerei da guerra dell’Aeronautica italiana.

In particolare, si tratterebbe di componenti avioniche dei cacciabombardieri Tornado e Amx e dell’aereo di trasporto tattico C-130.

Prima considerazione :

il danno del furto è calcolato in 17 milioni di euro; cosa di per sé già preoccupante per il valore economico  ma soprattutto   perché è avvenuto all’interno di una base militare da cui non dovrebbe uscire una spilla.

Secondo:

quali strade hanno preso questi 2.500 pezzi di ricambio? Hanno preso strade pericolose quali il sostegno a qualche dittatore ,con la copertura magari dei servizi segreti?

Abbiamo aggirato forse così la legge sulle armi che vieta la esportazione di queste all’estero ?

Si parla di una pista che forse porta i pezzi rubati in  Brasile un paese dove Bolsonaro, Presidente in quegli anni, si è reso famoso per i legami con la destra conservatrice di mezzo mondo.

Secondo il quotidiano La Repubblica, che ha dato la notizia, per questa sparizione sarebbero indagate insieme dalla procura di Roma e dalla procura militare dieci persone tra generali e vertici della logistica dell’Aeronautica e dirigenti di Ge Avio. L’ipotesi di reato, per tutti, peculato, ossia l’appropriazione o la distrazione di beni pubblici affidati per ragioni d’ufficio. Quelle componenti, agli investigatori che ne chiedevano conto, sarebbero state presentate ufficialmente come “fuori uso” e quindi come pezzi usurati, da rottamare. Ma in realtà la certificazione di inutilizzabilità sarebbe arrivata quando il materiale era già sparito.

Non è che si sta verificando nelle forze armate quello sta succedendo come l’omicidio dello spacciatore a Milano, dove si sta qualificando il tutto come episodi sporadici dovute alla presenza di mele marce.

A Brindisi la questione è troppo grossa per poter passare quasi inosservata.

Secondo nostri analisti una pista investigativa potrebbe essere che  i pezzi forse non sono mai arrivati a Brindisi , causa insufficiente produzione delle industrie fornitrici ma contabilizzati lo stesso.

Tutto questo accade  in una  città di nuovi e grossi investimenti nel settore militare dovute ad una crescente economia di guerra,  sottratte a settori come sanità ,scuola , scuola , servizi sociali.

Questo governo Meloni ha maturato un coinvolgimento anche economico sempre maggiore in guerre come l’Ucraina e il totale disinteresse per  la Palestina e l’abbandono al loro destino dei Curdi in Siria .

Nonostante queste popolazioni chiedano a gran voce l’apertura di canali umanitari e di viveri.

Questo avviene nella città che ospita la più grande base al mondo delle Nazioni Unite per aiuti umanitari, che di umanitario sembra non avere più niente;

Nazioni Unite che con  le sue agenzie ,come nel caso di Brindisi , hanno  azzerato il loro  compito originale che è dare soccorso ai cittadini coinvolti in guerre e carestie sempre più dovute ai cosiddetti cambiamenti climatici .

Questi fenomeni sono da attribuire ai potenti della terra che non si preoccupano per niente del destino del nostro pianeta.

Così il mondo non può più andare avanti , pena la sua distruzione…..E’ ora di finirla con guerre e distruzione dell’ambiente.

Per il Cobas Roberto Aprile

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