San Donaci – L’ex Sindaco Miccoli: “I cittadini sapranno valutare chi ha operato nell’interesse del paese”

Questa mattina è stato depositato presso l’Ufficio Protocollo del Comune l’atto notarile contenente le dimissioni contestuali di otto consiglieri comunali. Un atto che determina lo scioglimento del Consiglio comunale di San Donaci e che sarà ora trasmesso dall’Ufficio di Presidenza alla Prefettura per la formalizzazione della mia decadenza dalla carica di Sindaco.
Una scelta che appare tanto improvvisa quanto politicamente significativa, maturata appena otto giorni prima della scadenza del termine entro il quale le mie dimissioni sarebbero divenute irrevocabili in assenza di un eventuale ripensamento.
Le ragioni di questa accelerazione, a mio giudizio, sono essenzialmente due. Da un lato, impedire qualsiasi possibilità di revoca delle mie dimissioni nei venti giorni previsti dalla legge, anticipando ogni verifica politica promossa dalle segreterie provinciali del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle. Dall’altro, interrompere l’attività residua dell’Amministrazione comunale, che era impegnata a mettere definitivamente in sicurezza tre interventi di assoluto rilievo per la comunità.
Mi riferisco, innanzitutto, all’acquisizione del finanziamento regionale di 25 mila euro, concesso dal Dipartimento Agricoltura della Regione Puglia per il cofinanziamento della manifestazione “Antichi Sapori Fest”, risorse che comprendevano anche le luminarie a beneficio della concomitante festa dei Santi Patroni.
Erano inoltre in fase conclusiva l’approvazione del progetto da 80 mila euro per la riqualificazione dell’area giochi adiacente al Palazzetto dello Sport e quella del progetto da 540 mila euro destinato al rifacimento del manto stradale di via San Pancrazio, via Campi, via Grassi e via Mesagne, comprensivo della riqualificazione dei marciapiedi di via San Pancrazio e via Grassi.

La mia improvvisa estromissione rende impossibile la convocazione della Giunta comunale e, di conseguenza, la definitiva approvazione di questi interventi. Da questo momento tutto resta affidato alle valutazioni del Commissario Prefettizio. Esiste il concreto rischio che, soprattutto per quanto riguarda i lavori di manutenzione stradale, si determini uno slittamento di almeno un anno, considerato che opere di questa natura devono essere eseguite entro settembre o, al più tardi, entro ottobre, prima dell’inizio della stagione delle piogge.
Mi chiedo se il vero obiettivo fosse impedire al Sindaco di portare a compimento questi risultati e, magari, “metterci la bandierina”. Personalmente non ho mai concepito l’azione amministrativa come uno strumento di propaganda. Ciò che conta è realizzare le opere necessarie per la città nel minor tempo possibile, indipendentemente da chi ne raccolga il consenso.
Sono un uomo libero. Non vivo di politica e non rincorro il consenso elettorale. Non ho nulla da chiedere ai miei concittadini; ho piuttosto il dovere di dare loro tutto ciò che è possibile, fino all’ultimo giorno del mio mandato. Per me gli interessi della comunità vengono prima di qualsiasi convenienza politica.
Altri, evidentemente, hanno scelto una strada diversa, già proiettati verso la prossima campagna elettorale, anche a costo di arrecare ulteriori danni alla città. L’amore per la propria comunità non si misura con proclami amplificati sui social network, ma con il lavoro quotidiano, la serietà amministrativa e i risultati concreti. Sono questi ultimi a parlare più di qualsiasi slogan.
I consiglieri che hanno sottoscritto le dimissioni si assumano inevitabilmente la responsabilità politica del commissariamento del Comune di San Donaci.

Ritengo, tuttavia, che la crisi amministrativa abbia radici più profonde. Alla sua origine vi è, a mio avviso, una smodata ambizione personale di chi ha individuato nella conquista della fascia tricolore il proprio obiettivo prioritario. Un percorso che ha preso forma attraverso una dura e disordinata scalata ai vertici della sezione locale del Partito Democratico, in aperto contrasto con un partito che, fino a quel momento, aveva sostenuto con lealtà l’azione amministrativa.
In questa prospettiva, il dimissionario vicesindaco ha ritenuto più funzionale al proprio progetto politico costruire un’intesa con le forze di opposizione. Una scelta che ha innescato un effetto domino culminato nella fine anticipata dell’esperienza amministrativa.
San Donaci paga oggi un prezzo elevato: oltre al commissariamento, perde anche la propria rappresentanza in Consiglio Provinciale. In questo quadro, la realizzazione della cosiddetta “bretella” appare come un tassello funzionale all’accordo politico che ha determinato questa crisi.
In politica nulla accade per caso. Ogni crisi è il risultato di decisioni precise e di responsabilità altrettanto precise. Scelte che, in questo caso, finiscono per penalizzare un’intera comunità, del tutto estranea alle dinamiche che hanno provocato la caduta dell’Amministrazione.

Come Sindaco sono stato travolto da questa vicenda. I cittadini sapranno valutare, con serenità e senso di responsabilità, chi ha operato nell’interesse esclusivo di San Donaci e chi, invece, ha anteposto altri obiettivi al bene della città.

Dr. Giancarlo Miccoli

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