SAN MICHELE S.NO – DENUNCIATO TITOLARE DI UN FRANTOIO

CAMPAGNA CONTROLLI FRANTOI DEI CARABINIERI FORESTALI
SAN MICHELE SALENTINO: ACQUE DI VEGETAZIONE
SVERSATE ABUSIVAMENTE NEI TERRENI AGRICOLI
TITOLARE DENUNCIATO PER VIOLAZIONE DEL REGOLAMENTO REGIONALE

Prosegue in tutto il territorio provinciale la campagna di controlli dei Carabinieri Forestali sui frantoi oleari, in relazione soprattutto all’ utilizzo delle acque reflue di vegetazione e di lavaggio delle olive, nonché delle sanse umide.
Come è noto, secondo la disciplina della Legge n. 574 del 1996, e più nello specifico nella regione Puglia secondo il Regolamento n. 27/2007, l’ utilizzo dei sottoprodotti dell’ attività dei frantoi è consentito per migliorare le caratteristiche fisiche e chimiche dei terreni agricoli, a patto che siano rispettati dei limiti massimi per superficie (massimi da 50 a 80 metri cubi per ettaro l’ anno), che la stessa non abbia pendenze accentuate (superiori al 15%), che i terreni non siano allagati, per evitare i cosiddetti fenomeni di “lagunaggio” (ristagno con emissione di caratteristici cattivi odori), e che la distanza dalle aree urbane sia di almeno 200 mentri..
Per tali ragioni l’ utilizzazione agronomica delle acque di frantoio è soggetta a comunicazione preventiva con le necessarie indicazioni, utili per gli eventuali controlli di rito.
Durante uno di questi controlli, in agro di San Michele Salentino, i Militari della Stazione Forestale di Ceglie Messapica hanno accertato che dell’ attività di smaltimento o recupero dei reflui di un frantoio oleario non vi era alcuna traccia documentale, né come sottoprodotti riutilizzati in terreni agricoli (attraverso comunicazioni e documento di trasporto), né tantomeno come rifiuti (assenza di un registro di carico e scarico).
Pertanto, i Carabinieri Forestali hanno proceduto a deferire il titolare dell’ azienda, G.C. di anni 35, alla Procura della Repubblica di Brindisi per il reato di spandimento di acque reflue di vegetazione in violazione del Regolamento Regionale n. 27/2007, come previsto dall’ articolo 137, comma 14, del “Testo Unico Ambientale” (Decreto legislativo n. 152 del 2006).

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