Di Cesare (Cgil): «Auspichiamo quanto prima la convocazione da
parte del nuovo direttore generale di un tavolo di verifica
congiunta tra categorie del comparto e confederazioni»
Cresce il numero degli studenti che scelgono la facoltà di Medicina
come percorso di studi. Una buona notizia che incoraggia e
alimenta la speranza sul futuro.
Si insedia il nuovo direttore generale dell’Asl di Brindisi, Stefano
Rossi, a cui vanno i nostri auguri di buon lavoro.
Partiamo da queste due notizie per evidenziare, in termini positivi,
il nostro approccio ai temi della sanità, con la giusta cautela per
evitare di enfatizzare troppo e caricare di aspettative eccessive sia
gli operatori sanitari sia l’utenza.
Sicuramente per l’Asl di Brindisi occorrerà un tratto di
discontinuità con il recente passato, che il nuovo direttore
generale dovrà garantire, a partire da un costante e corretto
confronto anche con le organizzazioni sindacali, nonché con le
confederazioni, poiché restiamo convinti che gli annosi problemi
presenti sul nostro territorio penalizzino i lavoratori del comparto
sanità, i medici, gli infermieri, gli OSS e tutta la rete dei lavoratori
delle imprese di appalto e subappalto e, allo stesso tempo, anche i
cittadini e gli utenti, con disagi che diventano ancora più pesanti
per pensionati e anziani, per i quali le difficoltà legate all’accesso
ai servizi sanitari vengono spesso aggravate anche dall’età.
Viene facile partire dalle evidenze dell’effetto fase due sulle liste
d’attesa. Siamo tuttavia consapevoli che, legata a questo tema, vi
sia la responsabilità di tutti i soggetti coinvolti: dal cittadino al
medico di famiglia, dal CUP ai reparti e ai medici.
Questo tema porta con sé riflessioni sull’azione di prevenzione,
sulle Case di comunità, sul servizio ADI, sul modello organizzativo
del CUP, sulle piattaforme informatiche di gestione, sulla pianta
organica degli ospedali, sulla carenza di personale, sulla fragilità
dei contratti part-time, sui limiti della precarietà, sulla possibile
internalizzazione di attività importanti, sulla qualità delle nostre
strutture, sugli esodi fuori regione, sui farmaci, sui progetti appesi
a un filo di speranza.
Affrontare questi temi significa offrire alle organizzazioni sindacali
l’opportunità di esercitare un ruolo positivo per migliorare le
condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto sanità e di
tutti i cittadini.
Nel caso della Cgil, affrontare questi temi è il modo più dignitoso e
coerente anche rispetto a battaglie di carattere generale, come la
campagna di raccolta firme a sostegno della proposta di legge di
iniziativa popolare per il rafforzamento del Servizio sanitario
nazionale e per il suo rilancio, a partire dall’adeguamento delle
risorse necessarie per poter tenere in equilibrio i conti delle sanità
regionali, risorse che dovranno essere aumentate e portate al 7%
del Pil.
Per tutte queste ragioni auspichiamo quanto prima la
convocazione, da parte del nuovo direttore generale, di un tavolo
di verifica congiunta tra categorie del comparto e confederazioni.
Massimo Di Cesare
Segretario generale