SANITA’ – I DRAMMI NON SONO SOLO QUELLI DEL PRONTO SOCCORSO…

Un deficit pauroso di posti-letto rispetto a quanti dovrebbero essere ed una posizione di grave ritardo rispetto a tutte le altre province della Puglia. E’ questo il biglietto da visita della sanità pubblica della provincia di Brindisi dove è davvero un bel problema ammalarsi.

Il punto di crisi più evidente è certamente quello del pronto soccorso dell’ospedale Perrino e non a caso nella conferenza dei sindaci che si svolgerà nei prossimi giorni alla presenza dell’assessore regionale alla sanità e del direttore generale dell’Asl si parlerà proprio di questo. Ma è evidente – come giustamente sottolineano anche il segretario della Cgil Antonio Macchia ed il presidente dell’Ordine dei medici Arturo Oliva – che il problema della risposta inadeguata della sanità pubblica brindisina andrà affrontato nella sua interezza per evitare di trovare soluzioni tampone che certamente non aiutano a migliorare gli standard di qualità.

Il punto di partenza non può che essere quello legato all’attuazione del piano di riordino ospedaliero, visto che sono state realizzate le dismissioni di molti presidi sanitari della provincia di Brindisi senza che si sia provveduto ad attivare le strutture sostitutive previste. Solo in questo modo, infatti, si potranno garantire i livelli essenziali di assistenza previsti per legge.

Spazio, ovviamente, alla medicina d’urgenza ed al 118, ma attenzione immediata all’adeguamento degli organici, visto che mancano ovunque medici ed infermieri.

Infine, ma non certo per ultimo, il problema dell’edilizia sanitaria che accusa ritardi ingiustificabili un po’ ovunque in provincia. Solo così potranno funzionare a pieno regime anche gli ospedali di Ostuni e Francavilla ed i Presidi territoriali di assistenza di San Pietro, Mesagne, Ceglie, Fasano e Cisternino.

Insomma, non c’è davvero più tempo da perdere se non si vuole rischiare il coma irreversibile della sanità pubblica brindisina.

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