Stabilimento EUROAPI di Brindisi Una deriva sempre più grave e inaccettabile

A distanza di mesi dalla proclamazione dello stato di agitazione, il quadro non solo non è migliorato, ma è ulteriormente e drammaticamente peggiorato. Lo stabilimento di Brindisi continua a essere sistematicamente svuotato di produzioni, occupazione, prospettive industriali e dignità. Il piano di produzione per il 2026, già fortemente allarmante a inizio anno, indicava una capacità produttiva intorno al 30%. Oggi emerge con sempre maggiore evidenza che andrà a ridursi ulteriormente dopo la fermata estiva, che determinerà il sito economicamente insostenibile, preludio a nuove e pesanti ricadute occupazionali. Da mesi vi è una riduzione sistematica dell’occupazione: il personale dell’indotto viene progressivamente ridimensionato, vengono interrotti e non rinnovati i contratti a termine e in somministrazione. Una strategia cinica e irresponsabile, che colpisce direttamente decine di lavoratrici e lavoratori e le loro famiglie, e che rappresenta l’anticipazione di un attacco ben più ampio all’occupazione diretta. Non siamo più di fronte a un semplice ridimensionamento produttivo, ma a un progressivo e deliberato disimpegno industriale, dichiara Antonio Frattini Segretario Regionale FILCTEM Puglia. Euroapi nel febbraio 2024 aveva annunciato la volontà di cedere il sito, oggi si continua a perdere commesse, a fermare produzioni, interrompere attività strategiche, confermando un depotenziamento ormai strutturale e irreversibile. Registriamo una assoluta mancanza di volontà di ultimare la cessione: non vengono perseguite le attività legate alla vendita, nonostante sia emerso un interesse concreto da parte di potenziali acquirenti, in grado di assicurare prospettive industriali e nuovi investimenti. Questo immobilismo sta trascinando il sito verso una pericolosissima deriva, rischiando di compromettere in maniera definitiva ogni possibile prospettiva di rilancio industriale futuro. Grave e contraddittorio quanto accaduto la settimana scorsa a Parigi nel Comitato Aziendale Europeo (CAE) dove la società francese assicurava al nostro rappresentante italiano Stefano Carlucci che lo stabilimento di Brindisi e i suoi lavoratori non sarebbero stati abbandonati da Euroapi. Eppure, nel brevissimo arco di pochi giorni, la situazione è ulteriormente peggiorata, dimostrando in modo inequivocabile la totale distanza tra le dichiarazioni rassicuranti e la realtà concreta dei fatti. È ormai indispensabile che Regione Puglia, che negli anni ha co-finanziato ingenti investimenti prima Sanofi e poi Euroapi utilizzando risorse pubbliche e l’intera classe politica assumano atti conseguenti su quanto sta accadendo. Serve un intervento immediato e concreto sulla vertenza di Euroapi, prima che sia definitivamente troppo tardi. Il territorio non può permettersi di perdere lo storico presidio chimico farmaceutico strategico, né di assistere passivamente allo smantellamento di competenze, professionalità e posti di lavoro, acquisiti negli anni dopo le ingenti risorse pubbliche impiegate senza alcuna garanzia sul futuro del sito. Euroapi va richiamata alle proprie responsabilità dichiarando le reali intenzioni facendosi carico delle conseguenze economiche, sociali e occupazionali delle proprie scelte. Ogni ulteriore ambiguità è solo un modo per guadagnare tempo e continuare a distruggere lavoro. Nei prossimi giorni, come organizzazione sindacale, valuteremo tutte le iniziative e le azioni necessarie per contrastare questa deriva e scongiurare l’ennesimo disastro industriale e occupazionale nel nostro territorio.

Antonio Frattini Segretario Regionale FILCTEM Puglia

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