SVILUPPO – GENTILE (CNA): BRINDISI ABBIA LA FORZA DI PROPORSI COME POLO ITALIANO DELL’EOLICO OFF SHORE

Ecco il testo di una intervista rilasciata alla Gazzetta del Mezzogiorno dal Presidente della CNA Franco Gentile:

Sono stati in tanti, nei giorni scorsi a seguire i lavori della commissione dello Sviluppo Economico del Comune di Brindisi, riunitasi per discutere di transizione energetica e più in generale di sviluppo. Oltre ai capigruppo consiliari ed al Sindaco vi hanno partecipato i rappresentanti di associazioni datoriali e di organizzazioni sindacali. Ne è emerso un dibattito serrato, a volte anche acceso, in cui non si è intravista una comune visione del problema. Tra i presenti anche il Presidente della CNA di Brindisi Franco Gentile.
“In Commissione abbiamo discusso per ore – afferma Gentile – ma non è un mistero che a Brindisi ci siano diverse visioni del futuro e quindi delle soluzioni da adottare per superare la profonda crisi economica ed occupazionale in cui siamo piombati”.
* A cosa si riferisce in particolare?
“Nel mio intervento ho fatto un esempio concreto: se ognuno di noi si calasse nei panni di un osservatore esterno avrebbe l’esatta dimensione delle divisioni all’ìnterno del nostro territorio. Non c’è una sola proposta di investimento in cui non si registri un ‘no’, a prescindere da dove provenga. Potrei fare mille esempi, ma mi limito a citare la vasca di colmata del porto, l’impianto a turbogas dell’Enel, il deposito costiero, il rigassificatore, gli impianti per il trattamento dei rifiuti, i campi fotovoltaici e quelli eolici. Questa situazione viene letta come una scarsa volontà del territorio di superare la crisi, di individuare settori dove consentire la nascita di nuovi impianti. A ciò si aggiungano le complicazioni di una burocrazia che qui da noi sembra addirittura ancora più lenta rispetto ad altre realtà”.
* Quindi dipendesse dalla CNA si dovrebbe far tutto in questo territorio?
“Io rappresento una associazione di imprenditori e come tale sono favorevole alla nascita di nuove opportunità di sviluppo. E’ evidente che mettiamo anche noi al primo posto la tutela della salute e il rispetto dell’ambiente, ma non ci appassiona – e quindi non la condividiamo – la politica dei ‘no’.Faccio un esempio su tutti: l’Europa ha tracciato i tempi ed i confini della transizione energetica. In questo contesto ha un senso logico la chiusura nel 2025 della centrale a carbone e la nascita – sempre a Cerano – di un gruppo a turbogas. ‘Terna’ ha stabilito che a Brindisi quell’impianto non va realizzato, anche se si è pronunciata prima dell’avvio della guerra in Ucraina e della conseguente crisi energetica che coinvolge tutto il Continente. Va detto, però, che a Brindisi c’è più di qualcuno che si è dichiarato contrario all’utilizzo di gas per produrre energia, anche nella fase di transizione! Noi di CNA, invece, eravamo e siamo convinti che quell’impianto vada costruito”.
* Possibile che a Brindisi non si riesca a fare sintesi per presentarsi in maniera unitaria al cospetto del Governo nazionale?
“Io sono convinto che ci riusciremo, magari accantonando le cose che ci dividono e soffermandoci su ciò che ci unisce. Mi riferisco, in particolare, alla nascita di una grande base logistico-portuale con l’utilizzo delle infrastrutture attualmente impiegate per la movimentazione e lo stoccaggio del carbone. Ma la nostra vera punta di diamante potrebbe essere rappresentata dall’eolico off shore.”
* In che senso?
“In sede di commissione consiliare ho proposto a tutti di fare squadra, attraverso la sottoscrizione di un documento, perché Brindisi diventi il più importante polo italiano di produzione energetica da eolico off shore. Dalla nostra abbiamo uno specchio di mare che si affaccia sull’area industriale (e quindi non su località ad alta vocazione turistica). Qui da noi, inoltre, proprio grazie all’attuale presenza della centrale di Cerano, esistono infrastrutture attraverso cui immettere nella rete elettrica nazionale grandissime quantità di energia. A tutto questo si aggiunge la notevole disponibilità di aree retro portuali per realizzare in loco le torri eoliche e le banchine per trasportarle via mare nelle aree stabilite per l’ancoraggio. In tutto questo, tra l’altro, si potrebbe concretizzare la mia proposta di concordare con Eni il riutilizzo di aree del Petrolchimico ormai vuote da anni. A tutto ciò – e non certo per ultimo – si aggiunge la capacità del nostro territorio di offrire grandi capacità manifatturiere, atteso che molte delle torri eoliche piazzate nel mondo sono state realizzate proprio a Brindisi dalle aziende locali”.
* Insomma, ci troviamo di fronte ad una grande opportunità per Brindisi…
“Io direi proprio di si. Ma Brindisi questa volta dovrà avere la capacità di proporsi, di garantire concretamente una coesione territoriale che dovrà tramutarsi in una eliminazione di ostacoli autorizzativi e di vincoli”.
* Vi siete confrontati con le istituzioni?
“Non ancora. Intendo verificare se esiste una comunione di intenti con Confindustria e con le organizzazioni sindacali. Dopo di che andremo a proporre una strategia compiuta agli enti locali (ritengo sia positivo il pronunciamento dell’amministrazione comunale di Brindisi in favore dei parchi eolici) e chiederemo il pieno coinvolgimento dei parlamentari e dei Consiglieri regionali della provincia di Brindisi e, più in generale, dell’intero Salento. L’obiettivo è di dimostrare che anche con le fonti rinnovabili Brindisi può dire la sua, recuperando un ruolo imprenditoriale ed occupazionale che si è perso nel tempo.Noi, ovviamente, siamo pronti a svolgere la nostra parte”.

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